Contagi, calo del 30% nell’ultima settimana
di Roberto Petretto
L’incidenza di casi ogni 100mila abitanti era a 147 dopo Ferragosto Ora è scesa a circa 80. Ieri 218 positivi individuati con più di 12mila test
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SASSARI. Quel rosso scuro comincia a sbiadirsi, a assumere tonalità più tenui: nelle cartine d’Italia utilizzate per riassumere graficamente e cromaticamente l’andamento del contagio nel paese, se si osserva la Sardegna si nota che qualcosa sta cambiando. I contagi stanno diminuendo e non si tratta solo di un’illusione legata a un basso numero di test. Il calo è reale, anche sei ieri, dopo i 99 casi di martedì, si è tornati sopra quota 200, ma quella che bisogna tenere d’occhio è la media dei casi settimanali ogni 100mila abitanti. Dopo aver trascorso settimane a livello di 150 casi, negli ultimi giorni il dato nell’isola è crollato. Secondo il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le applicazioni del calcolo “M.Picone”, del Cnr, in Sardegna l’incidenza è 89, in calo del 30% in una settimana.
Il calo. Ma con i dati degli ultimi giorni questa stima si dovrebbe essere abbassata ancora di più, sino ad arrivare a 80 casi ogni 100mila abitanti. Cosa significa questo? Che se questa tendenza proseguirà nei prossimi giorni, potrebbe rientrare entro limiti non allarmanti anche un altro dei tre famosi parametri che decidono la classificazione delle Regioni italiane in zona bianca, gialla, arancione o rossa. Per ora ci salva un livello di occupazione delle aree mediche degli ospedali inferiore al 15 per cento. Sono fuori scala proprio l’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti e l’indice di occupazione delle terapie intensive (da tempo oltre il 10 per cento).
Il momento peggiore per la diffusione dei contagi nell’isola si è avuto subito dopo Ferragosto: nella settimana dal 18 al 24 agosto l’incidenza ha toccato il livello record di 147 casi su 100mila abitanti. Poi c’è stato un lento ma progressivo calo. Nell’ultima settimana di agosto si è scesi a 137 e nei primi giorni di settembre a 102. Ora, in attesa dei dati aggiornati alla seconda settimana, dovremmo essere intorno agli 80.
Tanti tamponi. Il balzo in alto dei contagi registrato ieri può anche essere legato a un numero molto consistente e insolito (vista la media) di test effettuati: quasi 12.730 in 24 ore che hanno consentito di individuare 218 casi. Il tasso di positività, quindi (il rapporto tra casi e numero di tamponi effettuati) rimane basso: 1,7 per cento.
Altre due vittime. Il vero dato drammatico è quello della catena di morti che non accenna a spezzarsi: anche ieri ci sono state due vittime: un uomo di 77 anni residente nella città metropolitana di Cagliari e uno di 85 della provincia del Sud Sardegna.
Gli ospedali. Migliora leggemente la situazione negli ospedali. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 28 (-2), quelli in area medica 226 (-6). La percentuale di posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid cala dunque leggermente in Sardegna: ora siamo al 14 per cento, comunque sopra il limite fissato a 10. Cresce invece in altre regioni d’Italia come in Basilicata (arrivando al 5%), Calabria (9%), Toscana (10%) e nella Provincia autonoma di Bolzano (8%). Oltre che in Sardegna l’indice di occupazione cala anche in Campania (dove torna al 4%) e in Puglia (al 5%). L'occupazione dei posti letto nei reparti di area non critica resta stabile nell’isola al 14 per cento.
Infine, sono 5.736 le persone ancora in isolamento domiciliare: altre 293 sono state dichiarate guarite e sono cosìm potute tornare alla vita normale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il calo. Ma con i dati degli ultimi giorni questa stima si dovrebbe essere abbassata ancora di più, sino ad arrivare a 80 casi ogni 100mila abitanti. Cosa significa questo? Che se questa tendenza proseguirà nei prossimi giorni, potrebbe rientrare entro limiti non allarmanti anche un altro dei tre famosi parametri che decidono la classificazione delle Regioni italiane in zona bianca, gialla, arancione o rossa. Per ora ci salva un livello di occupazione delle aree mediche degli ospedali inferiore al 15 per cento. Sono fuori scala proprio l’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti e l’indice di occupazione delle terapie intensive (da tempo oltre il 10 per cento).
Il momento peggiore per la diffusione dei contagi nell’isola si è avuto subito dopo Ferragosto: nella settimana dal 18 al 24 agosto l’incidenza ha toccato il livello record di 147 casi su 100mila abitanti. Poi c’è stato un lento ma progressivo calo. Nell’ultima settimana di agosto si è scesi a 137 e nei primi giorni di settembre a 102. Ora, in attesa dei dati aggiornati alla seconda settimana, dovremmo essere intorno agli 80.
Tanti tamponi. Il balzo in alto dei contagi registrato ieri può anche essere legato a un numero molto consistente e insolito (vista la media) di test effettuati: quasi 12.730 in 24 ore che hanno consentito di individuare 218 casi. Il tasso di positività, quindi (il rapporto tra casi e numero di tamponi effettuati) rimane basso: 1,7 per cento.
Altre due vittime. Il vero dato drammatico è quello della catena di morti che non accenna a spezzarsi: anche ieri ci sono state due vittime: un uomo di 77 anni residente nella città metropolitana di Cagliari e uno di 85 della provincia del Sud Sardegna.
Gli ospedali. Migliora leggemente la situazione negli ospedali. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 28 (-2), quelli in area medica 226 (-6). La percentuale di posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid cala dunque leggermente in Sardegna: ora siamo al 14 per cento, comunque sopra il limite fissato a 10. Cresce invece in altre regioni d’Italia come in Basilicata (arrivando al 5%), Calabria (9%), Toscana (10%) e nella Provincia autonoma di Bolzano (8%). Oltre che in Sardegna l’indice di occupazione cala anche in Campania (dove torna al 4%) e in Puglia (al 5%). L'occupazione dei posti letto nei reparti di area non critica resta stabile nell’isola al 14 per cento.
Infine, sono 5.736 le persone ancora in isolamento domiciliare: altre 293 sono state dichiarate guarite e sono cosìm potute tornare alla vita normale.
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