Sempre meno positivi l’isola resta in zona bianca
di Claudio Zoccheddu
Anche i dati della Fondazione Gimbe confermano il calo dei contagi
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SASSARI. Un piccolo sospiro di sollievo dopo una stagione vissuta sul filo del rasoio. Ieri è arrivata la certificazione del calo percentuale dei contagi registrati sull’isola, fornita dalla Fondazione Gimbe. E, se la tendenza dovesse essere confermata nei prossimi giorni, anche lo spettro della retrocessione in zona gialla potrebbe essere esorcizzato molto presto. Nella settimana compresa tra il 1 e il 7 settembre, infatti, Gimbe ha indicato un calo del 31,3 per cento dei nuovi casi di positività rispetto ai dati rilevati la settimana precedente. Il crollo dei contagi fa il paio con il numero degli attualmente positivi, rapportato su 100mila abitanti, sceso a quota 390, ma se valutato insieme agli altri due indicatori scelti per misurare i rischi del contagio, si scopre che la Sardegna resterà in zona bianca per “merito” del mancato superamento delle soglie di occupazione delle aree mediche mentre restano sopra il limite i letti occupati nelle terapie intensive degli ospedali, nonostante un’ulteriore diminuzione segnalata dalla Regione nel bollettino di ieri.
Vaccinazioni. L’elenco delle buone notizie ha un allegato insperato. Insieme al calo dei contagi e alle aree mediche dedicate al Covid sotto la soglia di saturazione c’è anche la notizia del primato dell’isola nella corsa alla vaccinazione degli under 19. Dopo i primi giorni in cui era arrivata una risposta tiepida da parte dei giovanissimi, con l’isola in netto ritardo sulla doppia dose rispetto al resto del Paese, in vista della riaperture delle scuole i giovani sardi under 19 sono diventati i primi in Italia per percentuale di prime dosi ricevute. Merito dell’attenzione dei ragazzi verso la vaccinazione ma anche degli open day organizzati dall’Ats proprio per venire incontro alla popolazione studentesca in vista del prossimo anno scolastico. «La popolazione tra i 12 e i 19 anni che non ha ricevuto alcuna dose di vaccino – si legge nel rapporto della Fondazione Gimbe – è pari al 29,1 per cento, a fronte di una media nazionale del 36,8 per cento». Se i giovani trascinano la vaccinazione verso numeri insperati appena qualche giorno fa, non si può dire altrettanto del resto della popolazione, per quanto i numeri siano comunque positivi e non lontani dalle medie nazionali: i sardi che hanno completato il ciclo vaccinale sono il 64,2 per cento del totale, contro una media nazionale del 65,9 per cento, a cui si dovrebbe aggiungere un ulteriore 10,8 per cento (la media nazionale è del 7,3 per cento) solo con prima dose. Superiore, ma di poco, anche il numero di over 50 sardi restii alla vaccinazione, che sono il 12 per cento conto l’11,6 registrato in tutto il Paese.
Il bollettino. Anche l’ultimo report dell’Unità di crisi della Regione, per quanto non possa dare risposte immediate sul piano statistico, conferma il calo dei contagi nell’isola. I nuovi casi sono 147, a fronte di 7323 tamponi molecolari e antigenici effettuati. Un rapporto che porta il tasso di positività al 2 per cento. Nessun calo, purtroppo, nel numero delle vittime. Anche ieri sono stati segnalati tre decessi: una donna di 85 anni residente nella provincia di Sassari, una donna di 71 anni e un uomo di 75 anni, entrambi residenti nella provincia del Sud Sardegna. Il totale della vittime causate dal Covid, dunque, arriva a 1.604 decessi. Calano invece i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, 25 in totale e 3 in meno rispetto a quanto segnalato ieri. I pazienti ricoverati in area medica sono invece 227, uno in più. Calano anche i casi di isolamento domiciliare che, dopo le 292 “dimissioni” di ieri sono arrivati a 5.444. Dopo il picco estivo registrato nel sud dell’isola, anche la distribuzione territoriale dei nuovi contagi sembra diventata più omogenea. Dei 147 nuovi casi, infatti, 25 sono stati rilevati a Sassari, 40 a Nuoro, 7 a Oristano, 41 a Cagliari e 34 nel Sud Sardegna.
I dati nazionali. Sono 5.522 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Mercoledì erano stati 5.923. Sono invece 59 le vittime in un giorno rispetto alle 69 segnalate. I pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia sono 558, sei in meno nel saldo tra entrate e uscite rispetto alla comunicazione precedente. Gli ingressi giornalieri sono stati 38, lo stesso numero di mercoledì. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.230; 5 persone in meno. Sono invece 291.468 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Mercoledì erano stati 301.980. Il tasso di positività è all'1,9%, stabile rispetto al 2% di mercoledì. Dall'inizio della pandemia i casi sono 4.590.941, i morti 129.766. I dimessi e i guariti sono invece 4.331.257, con un incremento giornaliero di 7.122 , mentre gli attualmente positivi sono 129.918, con un calo di 1.663 casi nelle ultime 24 ore.
Vaccinazioni. L’elenco delle buone notizie ha un allegato insperato. Insieme al calo dei contagi e alle aree mediche dedicate al Covid sotto la soglia di saturazione c’è anche la notizia del primato dell’isola nella corsa alla vaccinazione degli under 19. Dopo i primi giorni in cui era arrivata una risposta tiepida da parte dei giovanissimi, con l’isola in netto ritardo sulla doppia dose rispetto al resto del Paese, in vista della riaperture delle scuole i giovani sardi under 19 sono diventati i primi in Italia per percentuale di prime dosi ricevute. Merito dell’attenzione dei ragazzi verso la vaccinazione ma anche degli open day organizzati dall’Ats proprio per venire incontro alla popolazione studentesca in vista del prossimo anno scolastico. «La popolazione tra i 12 e i 19 anni che non ha ricevuto alcuna dose di vaccino – si legge nel rapporto della Fondazione Gimbe – è pari al 29,1 per cento, a fronte di una media nazionale del 36,8 per cento». Se i giovani trascinano la vaccinazione verso numeri insperati appena qualche giorno fa, non si può dire altrettanto del resto della popolazione, per quanto i numeri siano comunque positivi e non lontani dalle medie nazionali: i sardi che hanno completato il ciclo vaccinale sono il 64,2 per cento del totale, contro una media nazionale del 65,9 per cento, a cui si dovrebbe aggiungere un ulteriore 10,8 per cento (la media nazionale è del 7,3 per cento) solo con prima dose. Superiore, ma di poco, anche il numero di over 50 sardi restii alla vaccinazione, che sono il 12 per cento conto l’11,6 registrato in tutto il Paese.
Il bollettino. Anche l’ultimo report dell’Unità di crisi della Regione, per quanto non possa dare risposte immediate sul piano statistico, conferma il calo dei contagi nell’isola. I nuovi casi sono 147, a fronte di 7323 tamponi molecolari e antigenici effettuati. Un rapporto che porta il tasso di positività al 2 per cento. Nessun calo, purtroppo, nel numero delle vittime. Anche ieri sono stati segnalati tre decessi: una donna di 85 anni residente nella provincia di Sassari, una donna di 71 anni e un uomo di 75 anni, entrambi residenti nella provincia del Sud Sardegna. Il totale della vittime causate dal Covid, dunque, arriva a 1.604 decessi. Calano invece i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, 25 in totale e 3 in meno rispetto a quanto segnalato ieri. I pazienti ricoverati in area medica sono invece 227, uno in più. Calano anche i casi di isolamento domiciliare che, dopo le 292 “dimissioni” di ieri sono arrivati a 5.444. Dopo il picco estivo registrato nel sud dell’isola, anche la distribuzione territoriale dei nuovi contagi sembra diventata più omogenea. Dei 147 nuovi casi, infatti, 25 sono stati rilevati a Sassari, 40 a Nuoro, 7 a Oristano, 41 a Cagliari e 34 nel Sud Sardegna.
I dati nazionali. Sono 5.522 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Mercoledì erano stati 5.923. Sono invece 59 le vittime in un giorno rispetto alle 69 segnalate. I pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia sono 558, sei in meno nel saldo tra entrate e uscite rispetto alla comunicazione precedente. Gli ingressi giornalieri sono stati 38, lo stesso numero di mercoledì. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.230; 5 persone in meno. Sono invece 291.468 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Mercoledì erano stati 301.980. Il tasso di positività è all'1,9%, stabile rispetto al 2% di mercoledì. Dall'inizio della pandemia i casi sono 4.590.941, i morti 129.766. I dimessi e i guariti sono invece 4.331.257, con un incremento giornaliero di 7.122 , mentre gli attualmente positivi sono 129.918, con un calo di 1.663 casi nelle ultime 24 ore.
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