«Basta filtri alla facoltà di medicina»
Palmas: «Libero accesso per 10 anni, solo così si può salvare il sistema sanitario»
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SASSARI. «I medici resistono dentro la trincea del sistema sanitario nazionale (Ssn) devastata dalla pandemia, ma la politica continua a sottovalutare il grido di dolore che arriva dalla gente e dai professionisti». È questo lo sfogo del segretario nazionale del Tribunale dei diritti e dei doveri del medico, Bruno Palmas, di fronte al progressivo impoverimento degli organici della medicina territoriale e di quella ospedaliera determinata dalla massiccia ondata di pensionamenti. «Le gravi carenze d'organico stanno destabilizzando servizi sanitari consolidati e funzionanti – prosegue Palmas – col risultato che in diverse regioni non si trovano medici di famiglia per coprire le zone carenti e specialisti per rimpiazzare gli esodi dalle corsie ospedaliere. Risultato finale: tempi d'attesa moltiplicati e standard assistenziali precipitati. Ma i medici rimasti non possono resistere a lungo ai turni oppressivi e i cittadini non possono sopportare più le gravi ricadute di tutto ciò sulla loro salute». In realtà tutto questo era stato ampiamente e precocemente dichiarato, fin dall'inizio degli anni 2000, quando era facile prevedere l'esodo pensionistico di migliaia di medici proprio intorno al 2020, anche solo per ragioni anagrafiche.
«Eppure sarebbe bastato aprire la Facoltà di medicina, renderne libero l'accesso per un periodo ragionevole e aumentare in modo ampio l'accesso alle scuole di specializzazione. Forse liberalizzando l'accesso a Medicina per i prossimi 10 anni e riusciremo a salvare il Ssn».
Corona de logu. L’ assemblea degli amministratori locali indipendentisti, propone una sospensione o un allentamento del numero chiuso al corso di laurea in Medicina, con incentivi alle facoltà per gli studenti sardi, programmazione del numero di specialisti, con incremento delle specializzazioni di base grazie a borse di studio regionali indirizzate a chi conosce la lingua sarda e a chi è residente nell’isola da oltre dieci anni.
Poi la «programmazione formativa del numero di medici di base, revisione dei parametri demografici per le zone disagiate, riorganizzazione della medicina dei servizi territoriali, attivare una programmazione volta alla sensibilizzazione e alla cultura della prevenzione».
«Eppure sarebbe bastato aprire la Facoltà di medicina, renderne libero l'accesso per un periodo ragionevole e aumentare in modo ampio l'accesso alle scuole di specializzazione. Forse liberalizzando l'accesso a Medicina per i prossimi 10 anni e riusciremo a salvare il Ssn».
Corona de logu. L’ assemblea degli amministratori locali indipendentisti, propone una sospensione o un allentamento del numero chiuso al corso di laurea in Medicina, con incentivi alle facoltà per gli studenti sardi, programmazione del numero di specialisti, con incremento delle specializzazioni di base grazie a borse di studio regionali indirizzate a chi conosce la lingua sarda e a chi è residente nell’isola da oltre dieci anni.
Poi la «programmazione formativa del numero di medici di base, revisione dei parametri demografici per le zone disagiate, riorganizzazione della medicina dei servizi territoriali, attivare una programmazione volta alla sensibilizzazione e alla cultura della prevenzione».
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