Gli anni del rilancio dopo il periodo della Sir
Nel 1980, a quasi novant’anni di età, La Nuova Sardegna ringiovanì improvvisamente. Coinvolta nel fallimento della Sir, fu acquistata dal gruppo L’Espresso ed entrò a far parte di una catena di...
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Nel 1980, a quasi novant’anni di età, La Nuova Sardegna ringiovanì improvvisamente. Coinvolta nel fallimento della Sir, fu acquistata dal gruppo L’Espresso ed entrò a far parte di una catena di quotidiani, diventando protagonista di una stagione di cambiamento della stampa locale italiana. Il primo direttore fu Luigi Bianchi, chiamato da Mario Lenzi (direttore editoriale dei giornali locali del gruppo guidato da Carlo Caracciolo) che puntava a fare di testate storiche della provincia italiana organi di informazione autorevoli per qualità del prodotto e radicamento nei territori. Il cambiamento diventò ancora più dinamico con il direttore Alberto Statera e l'apertura delle edizioni locali di Olbia, Nuoro, Oristano e Cagliari. Seguirono le direzioni di Sergio Milani (con il quotidiano ai record storici di diffusione); Livio Liuzzi, che diede alla Nuova un impronta fortemente regionale; Stefano Del Re, che guidò il giornale – insieme all’ad Odoardo Rizzotti – nel passaggio alla nuova grande sede a Predda Niedda; Paolo Catella e Andrea Filippi, che rafforzarono la presenza sul web. A fine 2016 cambia l’editore: La Nuova passa in affitto alla DBInformation di Roberto Briglia e Gianni Vallardi. Un anno dopo, l’arrivo del direttore Antonio Di Rosa, che conduce con successo La Nuova allo storico compleanno, ma con lo sguardo già proiettato verso i 140 anni e più in là.
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