Sciopero a Laconi contro le pluriclassi
I genitori tengono a casa i bimbi: i nostri figli non sono numeri. Sos alla Regione
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LACONI. L'atteso suono della campanella, ieri, per gli alunni delle scuole di Laconi non ha segnato l’inizio delle lezioni, ma l’avvio della protesta. Il primo giorno di scuola, infatti, è stato caratterizzato dalla mobilitazione contro le pluriclassi, con un presidio organizzato dai genitori che, presenti all’ingresso delle scuole, hanno deciso di non fare entrare in classe i loro figli. La protesta è contro l'istituzione delle tre pluriclassi assegnate a Laconi: due nella scuola primaria e una nella secondaria di 1° grado. «I nostri figli non sono numeri» si legge in uno striscione e la battaglia in difesa della scuola, preannunciata da diverse settimane, è una battaglia «contro le politiche ragionieristiche che penalizzano le piccole comunità».
Una mobilitazione che intende coinvolgere l'intera cittadina in difesa dell'istruzione e in generale contro il depauperamento del territorio. Non ancora superata l'emergenza sanitaria, la preoccupazione principale riguarda il fatto che con classi più numerose è difficile rispettare il distanziamento tra gli alunni. Anche per quanto riguarda la didattica c'è il timore che la presenza delle pluriclassi possa «aggravare la dispersione scolastica che in questo territorio raggiunge numeri incredibili».
Sul futuro delle scuole cittadine si attendono risposte dall'assessorato e dall'ufficio scolastico regionale, nonostante l'incontro dello scorso 6 settembre avesse lasciato spazio ad un moderato ottimismo. «Sono sconcertato – ha commentato amareggiato il primo cittadino Salvatore Argiolas – ho trascorso le ultime settimane al telefono in attesa di risposte, il tutto nel silenzio assoluto delle istituzioni». Sostegno alla vertenza è arrivato da tutti i gruppi politici cittadini. (iv.ful.)
Una mobilitazione che intende coinvolgere l'intera cittadina in difesa dell'istruzione e in generale contro il depauperamento del territorio. Non ancora superata l'emergenza sanitaria, la preoccupazione principale riguarda il fatto che con classi più numerose è difficile rispettare il distanziamento tra gli alunni. Anche per quanto riguarda la didattica c'è il timore che la presenza delle pluriclassi possa «aggravare la dispersione scolastica che in questo territorio raggiunge numeri incredibili».
Sul futuro delle scuole cittadine si attendono risposte dall'assessorato e dall'ufficio scolastico regionale, nonostante l'incontro dello scorso 6 settembre avesse lasciato spazio ad un moderato ottimismo. «Sono sconcertato – ha commentato amareggiato il primo cittadino Salvatore Argiolas – ho trascorso le ultime settimane al telefono in attesa di risposte, il tutto nel silenzio assoluto delle istituzioni». Sostegno alla vertenza è arrivato da tutti i gruppi politici cittadini. (iv.ful.)
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