La Nuova Sardegna

fondi ai gruppi: condannati Cuccu, Randazzo e Frau 

Tre ex consiglieri regionali pagheranno 270 mila euro

di Mauro Lissia
Tre ex consiglieri regionali pagheranno 270 mila euro

CAGLIARI. Giuseppe Cuccu, ex tesoriere del gruppo di centrosinistra nella legislatura regionale Soru, dovrà versare nelle casse della massima assemblea pubblica sarda 220.261 euro, la somma spesa...

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CAGLIARI. Giuseppe Cuccu, ex tesoriere del gruppo di centrosinistra nella legislatura regionale Soru, dovrà versare nelle casse della massima assemblea pubblica sarda 220.261 euro, la somma spesa insieme ai colleghi nel corso dei cinque anni di attività politica. L’ha deciso la Corte dei Conti - presidente Donata Cabras, relatore Lucia D’Ambrosio, referendaria Enrica Farci - che ha imposto all’ex onorevole regionale di pagare la rivalutazione monetaria e le spese del giudizio. Con Cuccu sono stati condannati per danno erariale Vittorio Randazzo del gruppo Udc, che dovrà versare 30302 euro, e Alessandro Frau, chiamato a sborsare 21211 euro. Cuccu e Frau sono reduci da una recentissima condanna sul fronte penale, colpevoli di peculato continuato così come Randazzo. Al centro della decisione depositata lo scorso 6 settembre dalla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti è l’ormai nota vicenda legata all’uso illegale dei fondi destinati al funzionamento dei gruppi politici regionali, soldi usciti dalle casse dell’assemblea dei quali per la maggior parte si sono perse le tracce. E’ stata proprio la mancata rendicontazione delle spese che ha messo nei guai Cuccu, Randazzo e Frau così come quasi tutti i colleghi dell’assemblea di via Roma, una prassi illegittima diffusa nel corso della legislatura 2004-2009 e nella successiva, fino a quando lo stesso consiglio regionale ha deciso di abolire la distribuzione di quei fondi per i quali, come risulta dai regolamenti interni al consiglio, non era necessario produrre una rendicontazione dettagliata. Ai tre ex onorevoli finiti nella rete della Corte dei Conti non viene contestato il dolo, come nei procedimenti penali, quindi la consapevolezza piena di violare la legge. Per i giudici contabili, così come per la procura erariale rappresentata in questi ultimi casi da Elisabetta Usai, è sufficiente che le spese sostenute coi fondi dei gruppi non rientrino nei criteri stabiliti e manchi la giustificazione dell’uscita. E’ stata d’altronde la Corte di Cassazione penale a chiarire con diverse sentenze che tanto basta a integrare il reato di peculato, che nel caso della giustizia contabile diventa danno erariale. Tra le uscite contestate ai tre onorevoli - difesi da Giulio Steri, Marco Cuccu, Francesco Cocco Ortu e Guendalina Garau - ci sono conti di ristoranti, viaggi, convegni, partecipazione a congressi e compare negli atti riferiti all’attività di Frau anche un contributo di 2000 euro al quotidiano Online “L’Altra voce” diretto da Giorgio Melis, che per la difesa doveva servire «a divulgare le politiche del gruppo». Per la Corte dei Conti la gran parte delle spese documentate non sarebbe compatibile coi criteri di legge, così come costituisce danno erariale non aver prodotto i riscontri delle uscite.



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