La Nuova Sardegna

«Bene le due proroghe ma ora serve un tavolo»

di Salvatore Santoni
«Bene le due proroghe ma ora serve un tavolo»

Lo stop al blocco di navi e aerei accolta con un sospiro di sollievo dai sindacati La Fit Cisl chiede garanzie per i lavoratori, la Cgil vuole un vertice nell’isola

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SASSARI. Sette mesi nei cieli, sei in mare: le proroghe alle continuità territoriali aera e marittima sono arrivate giusto in tempo per scongiurare lo stop alla mobilità dei sardi. Ma hanno rimesso in movimento anche i sindacati, che non esultano per niente ma anzi ne approfittano per evidenziare quanto l’isola si è avvicinata al ciglio del baratro.

«Alla fine è accaduto ciò che chiedevamo fin dal primo minuto – dicono il segretario generale della Cgil Sarda, Samuele Piddiu, e quello della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu –. Adesso però urge il tavolo di confronto più volte richiesto è mai istituito da parte della Regione Sardegna».

«Serve un vertice». Le dichiarazioni della viceministra Maria Bellanova di lunedì scorso, confermate dal decreto firmato mercoledì dal ministro Enrico Giovannini, sono state accolte positivamente dai sindacati. Che però accusano la Regione di non averne azzeccata una in fatto di continuità sia aera sia marittima. «Il Governo va nella giusta direzione – dicono Piddiu e Boeddu – ma per evitare che tutto questo si riveli inutile, la viceministra Bellanova dovrebbe tenere un vertice qui in Sardegna in cui si possa fare il punto della situazione dei collegamenti via mare e via aerea da e per la Sardegna insieme alle parti sociali».

In alto mare. Per quanto riguarda la continuità territoriale marittima i due leader sindacali sottolineano che nessuno può scordare che da un paio di giorni, dopo 70 anni, è stato cancellato il collegamento con Civitavecchia dal capoluogo di Regione. E poi c’è la questione del porto di Arbatax, sostanzialmente isolato da oltre due mesi.

«Servono fatti». Secondo la Cgil occorre che il Governo, di concerto con la Regione, risolva definitivamente il problema pubblicando i bandi di gara, ad oggi non ancora presentati, che rendano appetibili le tratte per gli armatori e le compagnie aeree, i quali verranno chiamati a rispettare gli oneri di servizio pubblico.

«Garantire i lavoratori». «Bene il ministro Giovannini sulla continuità dei servizi marittimi da e per la Sardegna, ma adesso è necessario avviare il confronto sul tema delle garanzie occupazionali». Lo dichiara la Fit-Cisl in una nota. «È positivo l’annuncio da parte del ministro dell’affidamento, seppur in maniera temporanea, del collegamento Civitavecchia-Cagliari per 6 mesi in attesa dell’espletamento di una nuova procedura di gara per l’affidamento del medesimo servizio per 5 anni. Tali dichiarazioni rassicurano sulla regolarità dei servizi di trasporto marittimo da e per l’isola, poiché si inseriscono nel pieno rispetto del diritto alla continuità territoriale dei sardi. Non vanno dimenticati però – conclude – le lavoratrici e i lavoratori che quel diritto lo garantiscono concretamente».

Politica. I deputati Emanuela Corda, Pino Cabras e Andrea Vallascas de “L’Alternativa c’è” hanno presentato un’interpellanza urgente al ministro delle Infrastrutture in merito al fallimento del bando per l’assegnazione del collegamento Cagliari-Arbatax-Civitavecchia e, nel complesso, a tutti il sistema della nuova continuità territoriale marittima predisposto dal ministero con la consulenza tecnica di Invitalia. «La cancellazione dopo settant’anni di attività della linea Cagliari-Civitavecchia – commentano i tre – è il naturale epilogo di una gestione disastrosa dei bandi sulla continuità marittima da parte del ministero delle infrastrutture. Con il chiaro mandato governativo di fare cassa sulla pelle delle imprese e dei cittadini della Sardegna».



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