Il corpo di Antonietta spostato dopo l’omicidio

Il mistero del cadavere ritrovato in un macchione già controllato dai carabinieri

ALGHERO. Non è possibile che quel corpo lasciato lì in mezzo ai cespugli a meno di 200 metri da casa e con le alte temperature estive non abbia “mandato” segnali. E allora il sospetto è che il cadavere di Antonietta Canu, la pensionata di 71 anni trovata morta a due mesi dalla misteriosa scomparsa non sia stato sempre in quel punto ma che qualcuno possa avercelo portato dopo per chissà quale motivo. Anche solo per depistare le indagini. É solo uno degli aspetti ancora da chiarire sul giallo di Maristella ad Alghero con l’inchiesta condotta dal pubblico ministero Enrica Angioni che ha iscritto nel registro degli indagati il nipote della vittima, Antonio Cataldi, algherese di 34 anni (difeso dall’avvocato Valentina Porcu). L’ipotesi di reato è omicidio volontario.

L’uomo era stato sentito fin dai primi momenti dai carabinieri della compagnia di Alghero, guidati dal capitano Pietro Barrel, e aveva fornito un racconto tutto sommato credibile. Anche se su alcuni punti erano emerse contraddizioni e diversi elementi hanno richiesto approfondimenti proprio perchè caratterizzati da dubbi.

Ieri è emerso che il nipote della donna è stato iscritto nel registro degli indagati già prima dell’autopsia eseguita dai medici legali Salvatore Lorenzoni e Angela Seddaiu: una perizia complessa dalla quale non sarebbero emersi elementi di certezza assoluta ma una serie di particolari da studiare e approfondire. Questo anche alla luce delle condizioni del corpo della donna, in avanzato stato di decomposizione.

La madre dell’indagato (e sorella della vittima) ha scoperto casualmente - dopo avere incaricato l’avvocato Elias Vacca a rappresentare la famiglia in questa delicata fase - che c’era una persona sotto inchiesta e che si trattava di suo figlio. E anche che l’ipotesi di reato era quella di omicidio volontario. Non c’è stata costituzione di parte civile (un passaggio che può verificarsi solo all’eventuale processo) e ora sono attese le prossime mosse da parte degli inquirenti che non hanno mai smesso di cercare la verità.

Il forte dubbio iniziale è che nella scomparsa di Antonietta Canu (svanita nel nulla il 13 luglio e poi trovata priva di vita il 4 settembre) ci fosse qualcosa di strano. E le perplessità sono aumentate con il ritrovamento del cadavere a poca distanza da casa, in un punto battuto più volte dalle persone impegnate nelle ricerche. Perchè il corpo non è stato trovato subito? Forse proprio perchè non c’era in quel punto. E allora le prossime ore delle indagini potrebbero essere decisive in attesa del deposito della perizia dei medici legali che è stata fissata per il prossimo 15 novembre.

Gli inquirenti sono convinti che Antonietta Canu sia stata uccisa: ma come e dove? E se il delitto è stato commesso da qualche altra parte (senza escludere un eventuale omicidio colposo) chi ha avuto interesse a spostare poi il corpo e riportarlo quasi sotto casa della donna, a meno di 200 metri?

Resta il giallo dopo la clamorosa svolta nelle indagini. E per ora l’ipotesi investigativa è quella di un “delitto fatto in casa”: il nipote della donna (con la zia pare che i rapporti non fossero buonissimi) è accusato di omicidio volontario (il pm ha indicato l’articolo 575 del Codice penale). Gli elementi raccolti dai carabinieri della compagnia di Alghero tengono conto di una serie di indizi, ma manca ancora la quadratura finale. Il pm Enrica Angioni ha chiesto ai medici legali di datare la morte della donna (per capire per esempio se il 23 luglio quando un autista dell’autobus dice di averla vista a Porta Terra, fosse ancora viva). E l’esame autoptico dovrà anche stabilire come Antonietta Canu è stata uccisa. Un aspetto questo che ancora manca (almeno come certezza assoluta): nelle prossime ore potrebbero esserci ulteriori sviluppi a seguito delle attività che sono attualmente in corso.

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