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L’Ue: una legge contro i femminicidi

L’Ue: una legge contro i femminicidi

Risoluzione di Bruxelles impone agli Stati membri di fermare le violenze di genere

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ROMA. Un elenco che si allunga giorno dopo giorno. Una lista di donne morte ammazzate che, solo in Italia, ha raggiunto 84 nomi nel 2021, l'ultimo quello della 21enne Alessandra Zorzin, uccisa con un colpo di pistola nel Vicentino. Per questo il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione in cui si chiede una legge e delle politiche mirate per affrontare tutte le forme di violenza e discriminazione basate sul genere, contro donne e ragazze, ma anche contro le persone Lgbtiq+, sia offline che online. «Il femminicidio è la forma più estrema di violenza di genere contro le donne e le ragazze», si sottolinea da Strasburgo, dove gli eurodeputati evidenziano che «anche negare l'assistenza all'aborto sicuro e legale è una forma di violenza di genere».

Oltre ai molti effetti negativi personali, sociali ed economici della violenza di genere, gli eurodeputati fanno notare che la situazione si è esacerbata con la pandemia e che la mancata risposta sulla carenza di fiducia da parte delle vittime di violenza di genere nei confronti delle autorità di contrasto e del sistema giudiziario è un elemento che contribuisce in modo importante allo scarso numero di denunce. L'Eurocamera chiede alla Commissione di elencare la violenza di genere come una nuova sfera di criminalità ai sensi del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, insieme ad altri crimini che devono essere combattuti su base comune come il traffico di esseri umani, di droga e di armi, il crimine informatico e il terrorismo.

Intanto proprio ieri a Bari è stato fermato il presunto assassino dell'81enne uccisa a coltellate due giorni fa. Si tratta del 51enne Saverio Masecorto, addetto alle pulizie del palazzo dove viveva l'anziana. «Una persona bravissima, mi voleva bene, qui tutti mi vogliono bene, sono dieci anni che vengo qui a pulire», aveva raccontato alle telecamere di Mediaset proprio nei momenti successivi all'omicidio. «Lunedì qui c'era un mortorio, un deserto, nessuno che entrava o usciva» aveva detto, confermando che lui c'era e spiegando che, secondo lui, il killer poteva essere entrato in casa perché «quando faceva caldo la signora lasciava sempre la porta di ingresso aperta». Alla fine, incastrato dalle immagini delle telecamere di un negozio non distante dal palazzo, l'uomo si è arreso e ha confessato agli investigatori. Avrebbe ucciso la donna per rubarle 1.500 euro e un bancomat.

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