cagliari
Spiava i dipendenti, barista nei guai
di Luciano Onnis
L’Ispettorato del lavoro non aveva autorizzato le telecamere
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CAGLIARI. Aveva installato un impianto di video sorveglianza interno per controllare i propri dipendenti nel bar-tabaccheria-ricevitoria a Cagliari. E per questo ora dovrà pagare un sanzione.
Ieri i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, a conclusione di una mirata attività ispettiva, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per utilizzo abusivo di un impianto di videosorveglianza presso un luogo di lavoro, un 51enne già gravato da precedenti denunce specifiche.
Durante i controlli è emerso un dettaglio inquietante. Secondo gli ispetti, infatti, all’interno della sua attività commerciale, l’imprenditore aveva installato un impianto di videosorveglianza idoneo al controllo a distanza dei lavoratori senza la prescritta autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro, ovvero un accordo sindacale.
Sono state elevate ammende per complessivi 388 euro. «Lo statuto dei lavoratori – spiegano i militari dell’ispettorato del lavoro – nega al datore di lavoro la possibilità di controllare a distanza l’opera dei propri dipendenti, privandoli della riservatezza necessaria al sereno compimento della loro attività professionale e alla libera espressione della propria personalità».
E ancora: «Degli apparati di controllo a distanza o di videoripresa possono essere allocati soltanto per motivate ragioni che dovranno essere verificate dagli organi competenti oppure concertate tramite un accordo sindacale che tuteli comunque i lavoratori e l’impresa».
E infine: «A nulla serve, in assenza di tali requisiti, l’eventuale consenso rilasciato da parte dei lavoratori».
Ieri i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, a conclusione di una mirata attività ispettiva, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per utilizzo abusivo di un impianto di videosorveglianza presso un luogo di lavoro, un 51enne già gravato da precedenti denunce specifiche.
Durante i controlli è emerso un dettaglio inquietante. Secondo gli ispetti, infatti, all’interno della sua attività commerciale, l’imprenditore aveva installato un impianto di videosorveglianza idoneo al controllo a distanza dei lavoratori senza la prescritta autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro, ovvero un accordo sindacale.
Sono state elevate ammende per complessivi 388 euro. «Lo statuto dei lavoratori – spiegano i militari dell’ispettorato del lavoro – nega al datore di lavoro la possibilità di controllare a distanza l’opera dei propri dipendenti, privandoli della riservatezza necessaria al sereno compimento della loro attività professionale e alla libera espressione della propria personalità».
E ancora: «Degli apparati di controllo a distanza o di videoripresa possono essere allocati soltanto per motivate ragioni che dovranno essere verificate dagli organi competenti oppure concertate tramite un accordo sindacale che tuteli comunque i lavoratori e l’impresa».
E infine: «A nulla serve, in assenza di tali requisiti, l’eventuale consenso rilasciato da parte dei lavoratori».
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