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Dal 15 ottobre l’obbligo del green pass 

Il governo lima il decreto. Coinvolti 23 milioni di lavoratori

Il governo lima il decreto. Coinvolti 23 milioni di lavoratori

ROMA. Dopo l'estensione dell'obbligo del green pass, vari hub segnalano un un'accelerazione delle vaccinazioni. Era forse il principale risultato atteso da chi vedeva nella nuova mossa del Governo...

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ROMA. Dopo l'estensione dell'obbligo del green pass, vari hub segnalano un un'accelerazione delle vaccinazioni. Era forse il principale risultato atteso da chi vedeva nella nuova mossa del Governo soprattutto un incentivo ad aderire alla campagna vaccinale anti-Covid. Ma nel decreto, che riguarda 23 milioni di lavoratori, sono molti gli aspetti su cui si attendono chiarimenti: come controllare il certificato digitale e come comportarsi se il dipendente non lo ha, sono i principali nodi su cui, da prospettive diverse, si ragiona nel settore pubblico, nelle piccole e grandi aziende private, nonché nelle famiglie. Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, prevista per lunedì, sono attese, prima dell'entrata in vigore il 15 ottobre, le linee guida del Governo «per la omogenea definizione delle modalità organizzative». Ci stanno lavorando al ministero della Salute e a Palazzo Chigi, e nel frattempo studiano i risvolti pratici e legali dirigenti e sindacati. I lavoratori che non si vaccinano devono essere «messi nella condizione di non dover pagare il tampone», ha ribadito il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, ma la linea dell'esecutivo è diversa. Avrà un costo più basso e forse una validità più lunga ma non sarà gratis o sotto una certa soglia, «altrimenti – ha chiarito il ministro del Lavoro, Andrea Orlando – passerebbe il messaggio politico per cui vaccinarsi o non vaccinarsi sarebbe la stessa cosa».

Il giuslavorista Pietro Ichino ha dubbi sulla distinzione fra il settore pubblico, dove la sospensione scatta dopo 5 giorni di mancata presentazione del certificato verde, e quello privato dove va eseguita subito: «Non è giustificata e sarà bene che in sede di conversione del decreto venga corretto questo errore». Più che nelle grandi aziende, pone criticità a quelle con meno di 15 dipendenti e agli autonomi, settori dove Ichino immagina più che altro «controlli a campione».

Per i lavoratori le sanzioni sono da 600 a 1.500 euro, per i datori da 400 a mille e valgono anche per le famiglie che impiegano domestici no vax. Secondo i sondaggi delle scorse settimane questi erano il 20% (alcuni hanno vaccini stranieri non validi per il green pass) e molti ieri erano in fila negli hub per la prima dose. «Se il lavoratore non vuole vaccinarsi, con il contratto a tempo indeterminato può essere licenziato - dice Andrea Zini, presidente di Assindatcolf -. A quel punto converrà assumere un sostituto sempre a tempo indeterminato, che a sua volta potrà essere licenziato con una settimana di preavviso per far tornare il “titolare” ravveduto e vaccinato». Più complessa la dinamica nelle situazioni 'in nero, stimate in un milione. Il Green pass sarà obbligatorio anche per idraulici, elettricisti, e tutti gli artigiani: l'obbligo di controllo spetta al datore di lavoro. Sono vincolati al Green pass anche tassisti, autisti di autobus, dipendenti degli esercizi commerciali.

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