Più di tre decessi su quattro nel sud dell’Isola
Marracini, direttore Pou di Cagliari: «Feste, meno vaccinati e popolazione più concentrata le cause»
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CAGLIARI. Su 93 decessi per Covid di pazienti registrati in Sardegna negli ultimi 30 giorni, ben 71 sono relativi all’area del Cagliaritano: per l’esattezza, 49 nella Città metropolitana e 22 nella provincia del Sud Sardegna. Un’incidenza enorme rispetto alle altre aree dell’isola, dove si contano 16 morti nel Sassarese, 4 nel Nuorese e 2 nell’Oristanese. Abbiamo chiesto lumi al direttore del presidio ospedaliero unico di Cagliari, Sergio Marracini: «La maggiore concentrazione della popolazione di quest’area, aumentata ulteriormente durante il periodo estivo per il turismo, ha determinato una maggiore facilità della diffusione del virus», dice il medico, suggerendo un paio di motivi scatenanti: «Consideriamo che la quarta ondata della pandemia è partita subito dopo la vittoria agli Europei, che nella zona di Cagliari è stata festeggiata in maniera particolarmente vivace. E poi ci sono stati diversi episodi di incontri conviviali o festaioli che hanno contribuito a scatenare la ripartenza del virus. E in quel periodo le vaccinazioni tra i più giovani non erano ancora partite».
L’anno scorso era il Sassarese ad avere i numeri peggiori, come si spiega questa inversione? «Pensiamo – risponde Marracini – che proprio il fatto che nelle prime tre ondate nel nord ci sia stata un’incidenza maggiore abbia fatto sì che ora la popolazione di quella zona risulti maggiormente coperta». A incidere sulla differenza sarebbe anche «la forte presenza di non vaccinati nel sud. Un dato che purtroppo è il più alto insieme a quello della Sicilia. E a essere colpiti è soprattutto la fascia intorno ai 90 anni». Questa quarta ondata colpisce anche i bambini, «che per fortuna nei pochi ricoveri registrati siamo sempre riusciti a tirare fuori dai guai, anche perché stiamo capendo che i piccoli, abituati alle vaccinazioni, sono più allenati ad attivare la risposta anticorpale, vale anche per gli adulti che fanno l’antinfuenzale e il vaccino antimeningococco. C’è tra l’altro in arrivo un vaccino specifico per i bambini della Pfizer, che probabilmente andrà a sovrapporsi alla terza dose per i fragili».
C’è da preoccuparsi per la riapertura delle scuole? «Il dato confortante è che molti ragazzi della media superiore, la più a rischio, si stanno vaccinando per poter avere una vita sociale il più normale possibile ed entrare nei locali. La situazione appare comunque in via di miglioramento, tanti indecisi si stanno presentando finalmente agli hub. Il governo nazionale in questo ha lavorato benissimo mettendo tutti spalle al muro pur senza obblighi». (a.palmas)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’anno scorso era il Sassarese ad avere i numeri peggiori, come si spiega questa inversione? «Pensiamo – risponde Marracini – che proprio il fatto che nelle prime tre ondate nel nord ci sia stata un’incidenza maggiore abbia fatto sì che ora la popolazione di quella zona risulti maggiormente coperta». A incidere sulla differenza sarebbe anche «la forte presenza di non vaccinati nel sud. Un dato che purtroppo è il più alto insieme a quello della Sicilia. E a essere colpiti è soprattutto la fascia intorno ai 90 anni». Questa quarta ondata colpisce anche i bambini, «che per fortuna nei pochi ricoveri registrati siamo sempre riusciti a tirare fuori dai guai, anche perché stiamo capendo che i piccoli, abituati alle vaccinazioni, sono più allenati ad attivare la risposta anticorpale, vale anche per gli adulti che fanno l’antinfuenzale e il vaccino antimeningococco. C’è tra l’altro in arrivo un vaccino specifico per i bambini della Pfizer, che probabilmente andrà a sovrapporsi alla terza dose per i fragili».
C’è da preoccuparsi per la riapertura delle scuole? «Il dato confortante è che molti ragazzi della media superiore, la più a rischio, si stanno vaccinando per poter avere una vita sociale il più normale possibile ed entrare nei locali. La situazione appare comunque in via di miglioramento, tanti indecisi si stanno presentando finalmente agli hub. Il governo nazionale in questo ha lavorato benissimo mettendo tutti spalle al muro pur senza obblighi». (a.palmas)
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