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Abbanoa, i bilanci diventano un caso politico

Abbanoa, i bilanci diventano un caso politico

I Cinque stelle presentano un’interrogazione dopo che la Cassazione ha annullato i conguagli arretrati

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CAGLIARI. Qual è la verità sui bilanci di Abbanoa? È intorno a questa domanda che il gruppo dei Cinque stelle in Consiglio regionale ha presentato un’interrogazione urgente. «L’ultimo rendiconto del 2019, approvato, e quello dell’anno successivo che sta per essere discusso il 24 settembre – scrive Desirè Manca – sembrano sconfinare dai limiti della legalità, oltre che apparire fuorvianti per soci, dipendenti, fornitori, clienti e il mercato in genere». La sua ricostruzione è questa: «Con una sentenza depositata il 23 giugno la Corte di Cassazione ha ritenuto illegittimi i conguagli tardivi addebitati da Abbanoa ai consumatori, perché sono in contrasto con il principio che possano essere imposte tariffe retroattive». Quindi – prosegue il Movimento – «risulta incomprensibile il fatto che, nel 2019, il gestore unico abbia calcolato gli stessi conguagli nel conto economico dello stato patrimoniale, chiudendo così in attivo il bilancio». Il 24 settembre – ribadisce la consigliera regionale – è prevista la chiusura, sempre in utile, dell’esercizio 2020 per forza collegato a quello dell’anno precedente. «Ma è evidente – si legge nell’interrogazione – che, alla luce della netta presa di posizione della Cassazione proprio sull'inammissibilità dei conguagli, nei due bilanci – pena la nullità degli stessi – dovranno essere svalutati i crediti contabilizzati in base a quei conguagli e anche previsto un fondo rischi per far fronte alle domande di rimborso presentate dai clienti di Abbanoa che hanno già pagato». Tra l’altro la sentenza della Cassazione – va ricordato – non fa che confermare le conclusioni presentate a suo tempo dal presidente della società, Gabriele Racugno sul bilancio del 2019. Dopo anche un parere dell’Università Bocconi, lo stesso Racugno aveva cancellato dai crediti i conguagli (gli arretrati) al centro di un complicato contenzioso giudiziario dall’esito allora incerto per Abbanoa. Una sorta di pulizia dei conti – oggi ritenuta più che giusta dalla Cassazione – che nei fatti aveva ribaltato l’iniziale utile in una perdita intorno ai 10 milioni. Ma poco dopo era stata proprio quella correzione a scatenare lo scontro fra Racugno e i soci di Abbanoa – la Regione e i Comuni – fino al loro voto di sfiducia nei confronti dell’allora presidente. Però ora a dar ragione a Racugno c’è anche una sentenza inappellabile.

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