Psd’Az: il rimpasto ci sarà È scontro sulle Province
di Umberto Aime
Sulla riforma bloccata l’Udc contesta l’assessore. Caso concorsi: è polemica
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CAGLIARI. Leggi poche, polemiche tante. Da giorni il Consiglio regionale s’è trasformato in un campetto di battaglia, e non solo per le scontate litigate fra gli opposti schieramenti. A far rumore continuano a essere i battibecchi in pubblico nella coalizione di governo. Anche se stemperati, o quasi, dall’ultimo annuncio del capogruppo del Psd’Az, Franco Mula: «Dopo l’approvazione della Manovra contabile, la legge omnibus, in Giunta ci sarà un rimpasto vero e non di facciata». Con questa postilla: «Non c’è nessun strappo con la Lega (dopo la contrastata elezione del presidente della commissione sanità). L’intera alleanza va e andrà avanti unita e compatta». Eppure, nelle stesse ore, Antonello Peru (Udc-Cambiamo, partito di maggioranza) ha bacchettato l’assessore agli enti locali, Quirico Sanna, sardista, sulla riforma delle Province ancora bloccata: «È colpa sua», in estrema sintesi.
Il primo scontro. Ad accendere le polveri, però, è stata ancora una volta l’opposizione. All’inizio della mattina Gianfranco Satta dei Progressisti ha contestato a Piero Maieli, sardista e presidente della commissione attività produttive, di aver partecipato e vinto un concorso dell’Agenzia Laore. Concorso bandito, a marzo, per l’assunzione di 91 veterinari – è la professione del consigliere sardista – e aperto non solo ai dipendenti dell’ex Associazione degli allevatori, l’Aras, ma anche agli esterni, come Maieli. Dopo aver sollevato il caso di 12 ex Aras non riassunti, Satta ha detto, rivolto al presidente: «Lei, invece, a quella selezione ha preso parte e mai si era visto che i consiglieri regionali in carica partecipassero a un concorso della Regione. Non dico che non potesse farlo ma è una questione di opportunità politica. Dovrebbe dimettersi». Maieli ha replicato: «Mai la legge che dava il via libera a quei concorsi è stata in carico alla mia commissione, ma solo assegnata a quella che si occupa di personale. Poi, poco dopo, e stavolta con la procedura d’urgenza, il testo è stato condiviso dalla conferenza dei capigruppo, io invece ero perplesso sugli effetti che avrebbe avuto, come dimostrano i verbali, e infine votata dall’Aula. Non accetto illazioni. Querelerò».
Il secondo scontro. È stato, invece, tutto interno al centrodestra. Davanti alla commissione autonomia, l’assessore agli enti locali, Quirico Sanna, ha fatto sapere: «La riforma delle Province dovrà ripartire all’indomani della sentenza della Corte costituzionale, ma non sappiano ancora quando sarà emessa, perché la legge è stata impugnata dal Governo, che ci contesta i mancati, ma mai indetti in passato, referendum preventivi fra i Comuni». Con Palazzo Chigi, ha proseguito, era in corso una trattativa, ma nulla è cambiato. Poco dopo Peru, Udc-Cambiamo, ha diffuso un comunicato di fuoco: «Col Governo bisognava concordare subito le eventuali modifiche, perché ritirasse il ricorso. Invece, siamo ancora fermi al conflitto e i tempi si sono allungati. Di fatto, è stato commesso un clamoroso errore».
Acqua sul fuoco. Dopo aver ricostruito nel dettaglio sul come si sia arrivati all’elezione di Nico Mundula, Fdi, alla presidenza della commissione sanità – «è stata frutto di una mia veloce consultazione con Oppi dell’Udc» – e aggiunto che con qualche alleato (la Lega, non avvertita di quell’accordo) «c’è stato solo un malinteso già chiarito», il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, è andato oltre. «Non c’è nessuno strappo. Si va avanti uniti e compatti – ha proseguito – verso l’approvazione della Variazione di bilancio. È da lì che ripartiremo col rilancio dell’azione di governo, attraverso un rimpasto vero, non di facciata, in cui rientreranno anche le presidenze delle commissioni. Tutto questo certo andrà rivisto alla luce dei nuovi assetti in Consiglio, ma noi ci atteniamo e ci atterremo a quelle che saranno le decisioni del governatore Solinas. Sarà lui a fare sintesi».
Il primo scontro. Ad accendere le polveri, però, è stata ancora una volta l’opposizione. All’inizio della mattina Gianfranco Satta dei Progressisti ha contestato a Piero Maieli, sardista e presidente della commissione attività produttive, di aver partecipato e vinto un concorso dell’Agenzia Laore. Concorso bandito, a marzo, per l’assunzione di 91 veterinari – è la professione del consigliere sardista – e aperto non solo ai dipendenti dell’ex Associazione degli allevatori, l’Aras, ma anche agli esterni, come Maieli. Dopo aver sollevato il caso di 12 ex Aras non riassunti, Satta ha detto, rivolto al presidente: «Lei, invece, a quella selezione ha preso parte e mai si era visto che i consiglieri regionali in carica partecipassero a un concorso della Regione. Non dico che non potesse farlo ma è una questione di opportunità politica. Dovrebbe dimettersi». Maieli ha replicato: «Mai la legge che dava il via libera a quei concorsi è stata in carico alla mia commissione, ma solo assegnata a quella che si occupa di personale. Poi, poco dopo, e stavolta con la procedura d’urgenza, il testo è stato condiviso dalla conferenza dei capigruppo, io invece ero perplesso sugli effetti che avrebbe avuto, come dimostrano i verbali, e infine votata dall’Aula. Non accetto illazioni. Querelerò».
Il secondo scontro. È stato, invece, tutto interno al centrodestra. Davanti alla commissione autonomia, l’assessore agli enti locali, Quirico Sanna, ha fatto sapere: «La riforma delle Province dovrà ripartire all’indomani della sentenza della Corte costituzionale, ma non sappiano ancora quando sarà emessa, perché la legge è stata impugnata dal Governo, che ci contesta i mancati, ma mai indetti in passato, referendum preventivi fra i Comuni». Con Palazzo Chigi, ha proseguito, era in corso una trattativa, ma nulla è cambiato. Poco dopo Peru, Udc-Cambiamo, ha diffuso un comunicato di fuoco: «Col Governo bisognava concordare subito le eventuali modifiche, perché ritirasse il ricorso. Invece, siamo ancora fermi al conflitto e i tempi si sono allungati. Di fatto, è stato commesso un clamoroso errore».
Acqua sul fuoco. Dopo aver ricostruito nel dettaglio sul come si sia arrivati all’elezione di Nico Mundula, Fdi, alla presidenza della commissione sanità – «è stata frutto di una mia veloce consultazione con Oppi dell’Udc» – e aggiunto che con qualche alleato (la Lega, non avvertita di quell’accordo) «c’è stato solo un malinteso già chiarito», il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, è andato oltre. «Non c’è nessuno strappo. Si va avanti uniti e compatti – ha proseguito – verso l’approvazione della Variazione di bilancio. È da lì che ripartiremo col rilancio dell’azione di governo, attraverso un rimpasto vero, non di facciata, in cui rientreranno anche le presidenze delle commissioni. Tutto questo certo andrà rivisto alla luce dei nuovi assetti in Consiglio, ma noi ci atteniamo e ci atterremo a quelle che saranno le decisioni del governatore Solinas. Sarà lui a fare sintesi».
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