Contagi, ricoveri, vittime: il virus allenta la presa

Anche i dati dell’Istituto superiore di sanità certificano il miglioramento

SASSARI. Anche dall’Istituto superiore di sanità arriva la conferma di quanto, in Sardegna, stiamo osservando ormai da diversi giorni. Il rapporto settimanale dell’Iss di fatto certifica il rallentamento della pandemia. La “fotografia” fatta nella settimana dal 13 al 19 settembre, con dati aggiornati al 22, induce all’ottimismo. Anche perché il buon andamento della lotta al virus trova conferma nei numeri forniti ieri dal bollettino giornaliero dell’Unità di crisi regionale. Tutti gli indicatori sono in miglioramento e, soprattutto, per il secondo giorno consecutivo, non ci sono nuove vittime.

Il quadro migliora. Ieri sono stati contati 32 contagi. Per trovare un dato migliore bisogna risalire all’8 di luglio. Un dato importante, soprattutto se confrontato con il numero di tamponi eseguiti sul territorio: 7.833. Questo comporta un tasso di positività dello 0,3 per cento, uno dei più bassi degli ultimi mesi. Si svuotano anche gli ospedali e ci si avvia (è la speranza di tutti) verso una nuova normalità anche per le strutture sanitarie. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono ora 18 (1 in meno rispetto al giorno precedente), mentre quelli in area medica sono 148 (-9). Continua a calare a ritmi sostenuti anche il numero di persone in isolamento domiciliare: ora sono 2515, con una diminuzione di 124 in 24 ore.

I dati dell’Iss e di Agenas. L’epidemia rallenta ovunque: secondo l’Istituto superiore di sanità l’incidenza settimanale a livello nazionale, da questa settimana è al di sotto della soglia di 50 casi per 100.000 abitanti.

In Sardegna si è scesi a quota 35, ma la tendenza è a un’ulteriore diminuzione (17 casi ogni 100mila abitanti negli ultimi tre giorni) . Una situazione che può favorire un migliore controllo dell’epidemia: «L’incidenza - spiega l’Iss - si trova al di sotto della soglia settimanale di 50 casi ogni 100.000 abitanti che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti».

Rimangono solo quattro le aree considerate a rischio moderato: Piemonte, Valle d’Aosta e le province autonome di Bolzano e Trento.

La Sardegna è, al pari di tutte le altre regioni, considerata a rischio basso. Merito dei vaccini? L’Istituto superiore di sanità non ha dubbi: «Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti» ma è comunque opportuno «realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale».

Il dato nazionale. Sono 3.525 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 3.797. Sono invece 50 le vittime in un giorno (ieri erano state 52). Sono 357.491 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 277.508. Il tasso di positività è dell'1%, in calo rispetto al dato di ieri (1,4%).

Sono 481 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, in calo di 8 rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 26 (ieri erano 35). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.497, ovvero 56 meno di ieri.

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