Magistratura da cambiare Sisto: riforma condivisa
Il sottosegretario al congresso di Area a Cagliari: «Stop ai protagonismi» Ermini, vice Csm: basta attacchi ai giudici ma bisogna fare i conti con gli scandali
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CAGLIARI. La giustizia ai raggi X al terzo congresso di Area, la corrente progressista delle toghe, in corso a Cagliari. Sul palco i massimi esponenti istituzionali, dal vicepresidente del Csm, David Ermini, al sottosegretario Francesco Paolo Sisto, fino alla responsabile giustizia della Lega, Giulia Bongiorno. È stata proprio lei ad aprire i lavori della seconda giornata con un intervento in cui ha toccato vari punti. Dall'ipotesi di riforma del sistema elettorale del Csmal problema dell'eccesso di correntismo, ma anche le questioni legate alle fughe di notizie durante le indagini preliminari. Per Bongiorno «non ci potrà essere una rifondazione etica, ma il legislatore ha il dovere di cercare di eliminare le tentazioni. Singoli interventi non potranno modificare il problema dell'esasperazione del correntismo». Tra i temi di maggior interesse quello legato alla possibile riforma del sistema di elezione del Csm. Una delle ipotesi - avanzata dalla senatrice della Lega - potrà essere quella di effettuare prima un sorteggio e poi procedere con le elezioni. Con riferimento al problema dell'eccesso di correntismo e dei recenti scandali, la senatrice ha poi sottolineato che «dobbiamo renderci conto di quanto sta accadendo: la crisi di credibilità della magistratura non riguarda solo la magistratura ma tutti. O troviamo un sistema di selezione diverso o dobbiamo pensare ad altro, tipo all'elettorato passivo».
Ma l’ipotesi del sorteggio non trova d’accordo il sottosegretario Sisto, esponente di Forza Italia. «La parola sorteggio per l'elezione del Csm allo stato è fuori dal range operativo del Ministero. La riforma dell'ordinamento giudiziario non sarà una rivoluzione ma un intervento condiviso, realistico e assolutamente non punitivo, teso non ad abbattere le correnti ma la loro degenerazione in cordate e lottizzazioni. A nome del ministero posso assicurare che nulla cadrà sulle teste della magistratura senza che questa possa cooperare attivamente alla riforma, perché il nostro compito non è essere promotori di un'etica nuova in magistratura, ma quello di individuare norme o comuni canoni di prevenzione che possono contribuire a migliorare la situazione attuale, senza alcun “crucifigè” della classe dei magistrati», ha concluso l'esponente del Governo. Allo stesso tempo, Sisto ha invitato i magistrati a fare «un passo indietro rispetto ai protagonismi e alle personalizzazioni, perché questa patologia fa malissimo ai cittadini e non fa certamente bene alla magistratura».
In chiusura il vicepresidente del Csm, David Ermini, che ha rimarcato l’autonomia dell’organo di governo delle toghe. «Nessuno può pretendere dai consiglieri obbedienza, tanto meno dal vicepresidente, che risponde solo alla Costituzione e al suo garante che è il presidente della Repubblica». Ermini non ha nascosto l'amarezza di fronte ai «toni aggressivi e denigratori che, quasi quotidianamente, investono la magistratura e l'organo consiliare. Ma ciò non toglie che con gli scandali e le difficoltà del presente i conti si debbano fare. Con umiltà e onestà, e al contempo con coraggio». Ermini ha poi elogiato i magistrati che lavorano nei tribunali senza il clamore dei media, mentre ai colleghi che siedono nel Csm ha ricordato che «chi è eletto al Consiglio non risponde a rapporti fiduciari ma alla Costituzione». Ma in un punto è netto. «I magistrati devono restare estranei al dibattito politico-partitico, però hanno il dovere di partecipare, anche criticamente, al discorso pubblico sulla giustizia, la loro interlocuzione deve però rimanere misurata, tecnicamente orientata, argomentata».
Ma l’ipotesi del sorteggio non trova d’accordo il sottosegretario Sisto, esponente di Forza Italia. «La parola sorteggio per l'elezione del Csm allo stato è fuori dal range operativo del Ministero. La riforma dell'ordinamento giudiziario non sarà una rivoluzione ma un intervento condiviso, realistico e assolutamente non punitivo, teso non ad abbattere le correnti ma la loro degenerazione in cordate e lottizzazioni. A nome del ministero posso assicurare che nulla cadrà sulle teste della magistratura senza che questa possa cooperare attivamente alla riforma, perché il nostro compito non è essere promotori di un'etica nuova in magistratura, ma quello di individuare norme o comuni canoni di prevenzione che possono contribuire a migliorare la situazione attuale, senza alcun “crucifigè” della classe dei magistrati», ha concluso l'esponente del Governo. Allo stesso tempo, Sisto ha invitato i magistrati a fare «un passo indietro rispetto ai protagonismi e alle personalizzazioni, perché questa patologia fa malissimo ai cittadini e non fa certamente bene alla magistratura».
In chiusura il vicepresidente del Csm, David Ermini, che ha rimarcato l’autonomia dell’organo di governo delle toghe. «Nessuno può pretendere dai consiglieri obbedienza, tanto meno dal vicepresidente, che risponde solo alla Costituzione e al suo garante che è il presidente della Repubblica». Ermini non ha nascosto l'amarezza di fronte ai «toni aggressivi e denigratori che, quasi quotidianamente, investono la magistratura e l'organo consiliare. Ma ciò non toglie che con gli scandali e le difficoltà del presente i conti si debbano fare. Con umiltà e onestà, e al contempo con coraggio». Ermini ha poi elogiato i magistrati che lavorano nei tribunali senza il clamore dei media, mentre ai colleghi che siedono nel Csm ha ricordato che «chi è eletto al Consiglio non risponde a rapporti fiduciari ma alla Costituzione». Ma in un punto è netto. «I magistrati devono restare estranei al dibattito politico-partitico, però hanno il dovere di partecipare, anche criticamente, al discorso pubblico sulla giustizia, la loro interlocuzione deve però rimanere misurata, tecnicamente orientata, argomentata».
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