Solo sul Temo si può navigare e ormeggiare le barche
Ammirato per la sua bellezza, incastonato nella valle su cui sorge la cittadina di Bosa, e a volte temuto (sempre più raramente, per fortuna) per la sua predisposizione a uscire dagli argini in...
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Ammirato per la sua bellezza, incastonato nella valle su cui sorge la cittadina di Bosa, e a volte temuto (sempre più raramente, per fortuna) per la sua predisposizione a uscire dagli argini in occasione di forti piogge, il Temo è l’unico fiume navigabile della Sardegna. Tanto che nella parte tra l’antico ponte romano e la foce molte barche trovano rifugio come in una sorta di porticciolo naturale. Il Temo nasce sul monte Calarighe (a Villanova Monteleone, in provincia di Sassari) e, dopo un percorso di circa 55 chilometri, arriva a Bosa per tuffarsi nel Mar di Sardegna. Una delle particolarità di questo corso d’acqua è che nasce come rio Lacanu, ma una volta raggiunto il lago Temo cambia nome. La portata del fiume è variabile, ma abbastanza costante da consentire la navigazione nell’ultimo tratto di circa 6 chilometri, dalla foce al ponte romano. Osservare dal fiume il centro abitato che si arrampica verso il castello dei Malaspina, con le sue caratteristiche case colorate o, viceversa, godere del panorama di tutta la vallata proprio dalla zona del castello, sono due opzioni che chi visita Bosa non può non prendere in considerazione. Oltre, ovviamente, a una gita sul fiume.
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