Scontro Governo-Regione resa dei conti il 19 ottobre
Ppr, atteso il pronunciamento della Corte costituzionale sulla legge impugnata L’assessore Sanna: «Sarà il momento della verità sulle nostre competenze»
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CAGLIARI. L’assessore all’urbanistica, Quirico Sanna, ha una certezza: «Il 19 ottobre – dice – dalla Corte costituzionale sapremo, una volta per tutte, quali sono le nostre reali competenze sul paesaggio». Quel giorno i giudici dovranno decidere se il Governo ha fatto bene, oppure no, a impugnare la legge regionale dal titolo eloquente: «Interpretazione autentica del Piano paesaggistico». Approvata oltre un anno fa dal Consiglio e poi a marzo di quest’anno finita nel mirino di Palazzo Chigi. «Quella sentenza – prosegue l’assessore – sarà decisiva per sancire quali siano i poteri della Regione, anche in base allo Statuto, e quelli invece dello Stato».
Contenzioso infinito. Sul Piano paesaggistico del 2006 lo scontro fra il Governo e la giunta Solinas è cominciato sin dall’inizio della legislatura. Si sa che per il centrodestra buona parte del Ppr andrebbe rivisto, corretto e aggiornato. Non per lo Stato che, anche in quest’occasione, come si legge nell’ultimo ricorso, sostiene che ogni passaggio va «concordato con chi, secondo la Costituzione, ha competenza primaria nella pianificazione e nella tutela del paesaggio, lo Stato, appunto». Sempre per il ministero per gli Affari regionali, la «potestà legislativa decentrata è ammessa solo per l’edilizia e l’urbanistica, il cosiddetto governo del territorio». È l’esatto contrario di quanto scritto nei due soli articoli della legge impugnata. «Per quanto riguarda la fascia costiera, i beni identitari e le costruzioni nelle zone agricole – si legge – la Regione può decidere in maniera unilaterale senza dover copianificare (concordare) le varie decisioni con i ministeri e le soprintendenze».
Passaggio decisivo. «È arrivato il momento – ribadisce Quirico Sanna – che la Corte costituzionale tracci confini certi fra le rispettive competenze dello stato e della Regione. Noi siamo convinti di aver ragione nel rivendicare la nostra autonomia anche nella pianificazione e infatti abbiamo presentato una dettagliata memoria per replicare al Governo».
Piano casa. A novembre, il 23, la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi invece sul ricorso presentato dal Governo contro l’ultimo Piano casa. In questo caso, Palazzo Chigi ha impugnato quasi tutti gli articoli, 27 su 31, approvati dal Consiglio regionale. Ma – secondo l’assessore – anche questa sentenza dipenderà da chi vincerà il ricorso sull’interpretazione del Piano paesaggistico».
Contenzioso infinito. Sul Piano paesaggistico del 2006 lo scontro fra il Governo e la giunta Solinas è cominciato sin dall’inizio della legislatura. Si sa che per il centrodestra buona parte del Ppr andrebbe rivisto, corretto e aggiornato. Non per lo Stato che, anche in quest’occasione, come si legge nell’ultimo ricorso, sostiene che ogni passaggio va «concordato con chi, secondo la Costituzione, ha competenza primaria nella pianificazione e nella tutela del paesaggio, lo Stato, appunto». Sempre per il ministero per gli Affari regionali, la «potestà legislativa decentrata è ammessa solo per l’edilizia e l’urbanistica, il cosiddetto governo del territorio». È l’esatto contrario di quanto scritto nei due soli articoli della legge impugnata. «Per quanto riguarda la fascia costiera, i beni identitari e le costruzioni nelle zone agricole – si legge – la Regione può decidere in maniera unilaterale senza dover copianificare (concordare) le varie decisioni con i ministeri e le soprintendenze».
Passaggio decisivo. «È arrivato il momento – ribadisce Quirico Sanna – che la Corte costituzionale tracci confini certi fra le rispettive competenze dello stato e della Regione. Noi siamo convinti di aver ragione nel rivendicare la nostra autonomia anche nella pianificazione e infatti abbiamo presentato una dettagliata memoria per replicare al Governo».
Piano casa. A novembre, il 23, la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi invece sul ricorso presentato dal Governo contro l’ultimo Piano casa. In questo caso, Palazzo Chigi ha impugnato quasi tutti gli articoli, 27 su 31, approvati dal Consiglio regionale. Ma – secondo l’assessore – anche questa sentenza dipenderà da chi vincerà il ricorso sull’interpretazione del Piano paesaggistico».
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