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Sotto gli occhi della figlia uccide la moglie e si suicida

Sotto gli occhi della figlia uccide la moglie e si suicida

L’omicida di Castel Sant’Elia è Ciriaco Pigliaru, allevatore 65enne di Orune

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SASSARI. Un copione visto e sentito tante, troppe volte. Lui che imbraccia un’arma, uccide la compagna e poi si toglie la vita. È successo di nuovo, a Castel Sant'Elia, un paesino a pochi chilometri da Nepi, in provincia di Viterbo. E stavolta l’assassino-suicida è un sardo. Ciriaco Pigliaru, nato a Olbia il 9 febbraio del 1956, ma originario di Orune, sabato sera ha preso un fucile che si era procurato chissà come (non aveva alcuna autorizzazione a detenere un’arma) ha sparato alla moglie Anna Cupelloni, di 57 anni, uccidendola. Poi ha rivolto la canna contro di sé è ha fatto nuovamente fuoco.

La tragedia è avvenuta sabato sera intorno alle 20, nel giardino della casa di famiglia che si trova in località Pian di Vella, in aperta campagna.

Secondo le prime ricostruzioni si è trattato di un vero e proprio agguato: Ciriaco Pigliaru avrebbe atteso il rientro della moglie e di una delle figlie nascosto nell’ombra per poi saltare fuori e sparare a Anna Cupelloni da distanza ravvicinata, prima di togliersi la vita. È stata la figlia, terrorizzata e sotto choc, a dare l’allarme chiamando i carabinieri.

Una drammatica telefonata in cui ha raccontato quello che era appena successo. All'arrivo dei soccorritori nell'abitazione, per la coppia non c'era più nulla da fare. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Civita Castellana e della stazione i Castel Sant’Elia. Rimangono ancora da chiarire i motivi del gesto. Dalle prime informazioni sembra che la coppia si stesse separando e che proprio per questo motivo l'uomo da qualche mese non vivesse più con la moglie.

A quanto ricostruito dagli investigatori, sembra però che non ci fossero state avvisaglie che potessero far presagire un epilogo del genere. Sono in corso anche accertamenti sull'arma, un fucile da caccia, per capire la provenienza. Al momento non risulta, infatti, che il 65enne avesse armi.

Sotto shock l'intero paese dove la coppia con le due figlie vivevano da tempo. «Un dramma che ci coinvolge: la morte improvvisa dei coniugi, Ciriaco e Anna, qualcosa di tragico per tutta la nostra comunità» ha scritto su Facebook Vincenzo Girolami, sindaco di Castel Sant'Elia.

«Le parole sono strette, soprattutto nei momenti come questi - ha aggiunto il sindaco -. Esprimiamo il nostro cordoglio alle figlie, Valentina e Valeria, e a tutti gli altri familiari».

Ciriaco Pigliaru era arrivato a Castel Sant'Elia da bambino e, insieme al padre e al fratello Edoardo, orunese di nascita, di sette anni più anziano, aveva messo in piedi un'azienda agrozootecnica, la “Pigliaru Ciriaco ed Edoardo societa' semplice agricola” di cui Ciriaco era amministratore e Edoardo socio. Allevavano pecore.

Poi l'incontro con Anna, il matrimonio e la nascita delle due figlie. Pochi anni fa la decisione di cedere l’azienda a una società che l’avrebbe riconvertita nella produzione di nocciole per aprire una tabaccheria per iniziare una nuova vita.

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