Arrestato Enrico Laghi liquidatore di Air Italy
di Giandomenico Mele
Le accuse riguardano la gestione dell’ex Ilva. Si complica la vertenza
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OLBIA. Arresti domiciliari per Enrico Laghi, uno degli liquidatori della compagnia aerea Air Italy. Laghi è stato arrestato dalla polizia e dalla guardia di finanza, nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza. L'accusa di quella di corruzione in atti giudiziari in concorso con altre persone. È stato eseguito a carico di Laghi anche un sequestro preventivo per un valore di circa 270 mila euro.
La notizia degli arresti domiciliari di Enrico Laghi, uno dei due commissari liquidatori di Air Italy, scuote il mondo sindacale sardo alla vigilia dell’apertura dell’esame congiunto in sede aziendale sulla richiesta di riapertura della procedura di licenziamento collettivo per 1322 lavoratori della ex Meridiana. Nelle stesse ore in cui si veniva a conoscenza dell’arresto del professionista scelto da Akfed per liquidare Air Italy, l’azienda convocava i sindacati per giovedì 30.
Le reazioni. Marco Bardini, responsabile Anpav (piloti e assistenti di volo), sottolinea l’amarezza per una vicenda giudiziaria che potrebbe gettare un’ombra sulla gestione della liquidazione di Air Italy.
«Dal punto di vista giudiziario non posso esprimermi, constato solo che sotto il profilo etico qualche rilievo si possa muovere. Laghi sta gestendo la liquidazione di una delle più importanti aziende sarde e nazionali, occupandosi non solo dei diritti dei creditori, ma del destino di quasi 1500 famiglie – spiega – Spero si faccia da parte, una tale onta rimette tutto in discussione. Ora si dovrà far luce anche su come sia stata gestita la procedura di Air Italy. Come è possibile che non siano state valutate proposte di acquisto, vendendo solo pochi beni o restituendo qualche aereo?».
La procedura. «L’arresto di Laghi non deve distrarre in alcun modo le organizzazioni sindacali impegnate a salvaguardare i 1.322 lavoratori – sottolinea Arnaldo Boeddu, segretario Filt Cgil – Siamo stati convocati per il primo esame congiunto tra le parti, insieme ai tre ministeri competenti e le Regioni interessate, che dovrà servire per porre il primo tassello volto alla salvaguardia dei lavoratori. Chiederemo un ulteriore periodo di ammortizzatori sociali, al pari di quelli che verranno chiesti per gli ex Alitalia».
Cisl e Uil. «Preferisco non entrare nel merito della questione giudiziaria, certo da parte nostra c’è profonda amarezza – commenta Elisabetta Manca, segretaria territoriale Uil Trasporti –. La soluzione per Air Italy deve essere politica, per questo chiederemo di chiudere al più presto, dopo l’accordo tra le sigle, la prima fase, per passare a quella in sede governativa».
«Sarà la magistratura a fare chiarezza, sfortuna vuole che il management di Air Italy sia stato negli anni coinvolto da inchieste e sospetti – chiude Gianluca Langiu, Fita Trasporto aereo –. Resta singolare come, se dovessero essere confermate le accuse nei confronti di Laghi, a un tale personaggio fosse stato affidato il destino di tutti i lavoratori Air Italy. Non credo che questa situazione andrà a impattare sulla procedura di licenziamento, salvo che non sia la stessa Akfed a decidere di sollevarlo dall’incarico o lui stesso non scelga di dimettersi».
La notizia degli arresti domiciliari di Enrico Laghi, uno dei due commissari liquidatori di Air Italy, scuote il mondo sindacale sardo alla vigilia dell’apertura dell’esame congiunto in sede aziendale sulla richiesta di riapertura della procedura di licenziamento collettivo per 1322 lavoratori della ex Meridiana. Nelle stesse ore in cui si veniva a conoscenza dell’arresto del professionista scelto da Akfed per liquidare Air Italy, l’azienda convocava i sindacati per giovedì 30.
Le reazioni. Marco Bardini, responsabile Anpav (piloti e assistenti di volo), sottolinea l’amarezza per una vicenda giudiziaria che potrebbe gettare un’ombra sulla gestione della liquidazione di Air Italy.
«Dal punto di vista giudiziario non posso esprimermi, constato solo che sotto il profilo etico qualche rilievo si possa muovere. Laghi sta gestendo la liquidazione di una delle più importanti aziende sarde e nazionali, occupandosi non solo dei diritti dei creditori, ma del destino di quasi 1500 famiglie – spiega – Spero si faccia da parte, una tale onta rimette tutto in discussione. Ora si dovrà far luce anche su come sia stata gestita la procedura di Air Italy. Come è possibile che non siano state valutate proposte di acquisto, vendendo solo pochi beni o restituendo qualche aereo?».
La procedura. «L’arresto di Laghi non deve distrarre in alcun modo le organizzazioni sindacali impegnate a salvaguardare i 1.322 lavoratori – sottolinea Arnaldo Boeddu, segretario Filt Cgil – Siamo stati convocati per il primo esame congiunto tra le parti, insieme ai tre ministeri competenti e le Regioni interessate, che dovrà servire per porre il primo tassello volto alla salvaguardia dei lavoratori. Chiederemo un ulteriore periodo di ammortizzatori sociali, al pari di quelli che verranno chiesti per gli ex Alitalia».
Cisl e Uil. «Preferisco non entrare nel merito della questione giudiziaria, certo da parte nostra c’è profonda amarezza – commenta Elisabetta Manca, segretaria territoriale Uil Trasporti –. La soluzione per Air Italy deve essere politica, per questo chiederemo di chiudere al più presto, dopo l’accordo tra le sigle, la prima fase, per passare a quella in sede governativa».
«Sarà la magistratura a fare chiarezza, sfortuna vuole che il management di Air Italy sia stato negli anni coinvolto da inchieste e sospetti – chiude Gianluca Langiu, Fita Trasporto aereo –. Resta singolare come, se dovessero essere confermate le accuse nei confronti di Laghi, a un tale personaggio fosse stato affidato il destino di tutti i lavoratori Air Italy. Non credo che questa situazione andrà a impattare sulla procedura di licenziamento, salvo che non sia la stessa Akfed a decidere di sollevarlo dall’incarico o lui stesso non scelga di dimettersi».
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