«Nel mio gruppo soltanto uomini»
Lo squilibrio di genere evidente nei ruoli di responsabilità: il rapporto è di 3 a 1
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SASSARI. L’amore per la scienza non fa distinzioni di genere e infatti si parte alla pari: su 100 iscritti alle facoltà scientifiche, 50 sono donne e 50 sono uomini. «E si va avanti così sino ai dottorati – dice Claudia Contini – poi inzia lo squilibrio. Nelle posizioni di responsabilità le donne sono circa il 30%, nel mio caso molte meno». All’interno di un gruppo guidato da 6 professori e 6 ricercatori senior, Claudia è infatti l’unica donna: «Tante colleghe lasciano la professione o ridimensionano i sogni di carriera perché giustamente non vogliono rinunciare alla famiglia e alla maternità. Si trovano spesso costrette a fermarsi, perché la gestione dei figli, soprattutto quando sono piccoli, richiede tempo ed energie. Ma purtroppo la ricerca non consente queste pause: uno studio va portati avanti in maniera continuativa, altrimenti si resta indietro e si viene superati da altri. È un sistema ingiusto – dice Claudia Contini – per questo il premio L'Oréal-Unesco ha un valore enorme, proprio perché punta a incoraggiare l’impegno delle donne in ambito scientifico. Tra le partecipanti a quest’ultima edizione, tante hanno figli e 2 sono state premiate: non certo perché donne ma perché ideatrici di un progetto di ricerca valido che merita di essere realizzato. Il rischio, in assenza di questa valorizzazione, è infatti che si perdano talenti preziosi che possono dare un enorme contributo nell’ambito delle Scienze fisiche. Personalmente – aggiunge Claudia – vorrei diventare mamma ma mi spaventa molto l’idea di trovarmi in difficoltà con il lavoro e affrontare qualcosa di completamente nuovo e assolutamente imprevedibile. Ho una mente scientifica e sono capace di organizzare, ma la gestione di una famiglia comporta una serie di variabili che fanno saltare tutti gli schemi. Per questo le famiglie devono essere aiutate. Qui all’Imperial College sono previste agevolazioni lavorative per contratto, è garantita la maternità ma anche la paternità: anche il padre può assentarsi per due o tre mesi per consentire così alla compagna di lavorare. È un primo passo, ma è solo l’inizio». (si. sa.)
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