La Nuova Sardegna

“Spiarono” i dati di Solinas sotto accusa 7 funzionari

di Mauro Lissia
“Spiarono” i dati di Solinas sotto accusa 7 funzionari

Davanti al gup di Cagliari un gruppo di dipendenti dell’Università di Sassari Per la Dda avrebbero esplorato abusivamente la carriera studentesca del politico

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CAGLIARI. L’aver scaricato o consultato i dati sulla carriera universitaria dell’allora studente in giurisprudenza Christian Solinas potrebbe costare una condanna da uno a cinque anni a sette impiegati dell’Ateneo di Sassari, finiti davanti al giudice dell’udienza preliminare Manuela Anzani con l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico, reato per la Dda di Cagliari commesso nelle vesti di incaricati di pubblico servizio. A leggere il capo d’imputazione firmato dal pm Diana Lecca, tra gennaio e febbraio di due anni fa i dipendenti degli uffici amministrativi universitari avrebbero usato la password personale in dotazione per esaminare la posizione di Solinas «con finalità - scrive la Procura - estranee agli scopi e alle ragioni istituzionali di esistenza dell’archivio informatico». Un’esplorazione forse ispirata dalla curiosità, dopo che il Fatto Quotidiano aveva sollevato in alcuni servizi di cronaca dubbi pesanti sulla regolarità del corso di studi sostenuto da Solinas, rilevando anomalie che successivamente l’Università avrebbe chiarito senza diffondere alcun documento, ma al contrario considerando riservato ogni passaggio della carriera universitaria dell’allora candidato alla presidenza della giunta regionale. Alcuni atti però erano già usciti e dalla fuga di informazioni partì l’inchiesta giudiziaria per reati informatici, una competenza della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari. Inchiesta conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio per tutti e sette i funzionari, che ieri si sono in parte ritrovati al palazzo di giustizia di Cagliari insieme ai difensori.

Gli imputati - le contestazioni sono le stesse per tutti - sono Michele Meloni (44 anni) di Ittiri, Luigi Antonio Catogno (43) di Alghero e i sassaresi Paolo Deledda (53), Franca Carmela Sanna (55), Barbara Pes (45), Laura Mureddu (47) e Liana Carboni (48) difesi dagli avvocati Teresa Pes, Elias Vacca, Sebastiano Chironi, Nanni Campus, Maurizio Serra, Nicola Satta e Nicola Andrea Oggiano. Indicata come parte offesa dalla Procura, l’Università di Sassari non si è costituita parte civile. Si è invece costituito Solinas, con l’avvocato Toto Casula, rivendicando i danni che avrebbe subito. Dopo le dichiarazioni spontanee da parte di alcuni imputati, l’udienza è stata aggiornata al 9 marzo 2022 per la discussione.

La vicenda è stata ampiamente raccontata nell’inverno di due anni fa, quando alcuni giornali affibbiarono a Solinas il soprannome di “Trota sardo” perché risultava laureato grazie a un titolo non riconosciuto dal ministero dell’Istruzione italiano. A rilasciarglielo era stata l’Università di Santa Fè (New Mexico), in particolare il Leibniz business Institute nel 2014. Solinas però risultò iscritto e laureato in giurisprudenza all’Università di Sassari grazie a una carriera sulla quale vennero avanzati sospetti. Ripresi gli studi dopo molti anni di pausa, a Solinas venne accreditata una decina di esami in un arco di tempo brevissimo, che peraltro coincideva con incarichi istituzionali molto impegnativi. L’ipotesi di una corsia preferenziale regalata al politico sardista venne però smentita dall’Ateneo sassarese: il corso di studi non era lineare ma comunque legittimo. In quei giorni furono in tanti a cercare i dati universitari di Solinas, per la Procura gli impiegati ora sotto inchiesta avrebbero ceduto alla curiosità, aprendo i files «con violazione dei doveri d’ufficio».



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