La Nuova Sardegna

Battaglia sui cieli sardi tra Ita e Volotea

di Umberto Aime
Battaglia sui cieli sardi tra Ita e Volotea

Solo due compagnie hanno risposto all’invito della Regione ma una “dimenticanza” potrebbe costare cara alla low cost

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CAGLIARI. Solo due compagnie sulle undici invitate dalla Regione hanno presentato le offerte per la continuità territoriale area in regime d’emergenza dal 15 ottobre al 14 maggio 2022. Sono l’italiana Ita e la spagnola Volotea. Per le tre rotte da Alghero, Cagliari e Olbia su Milano e Roma, andata e ritorno, la società iberica ha dichiarato ribassi d’asta sempre più vantaggiosi rispetto alla concorrenza. Ma l’evidente miglior offerta economica potrebbe non bastare a Volotea per aggiudicarsi la gara da 37 milioni. È infatti possibile che oggi sia esclusa dalla gara per aver commesso un errore banale. Nelle buste inviate all’assessorato ai trasporti, non ha allegato il documento d’identità del rappresentante legale della società. In sostanza, potrebbe scivolare, in malo modo, su un vizio burocratico da due soldi. Se così fosse, Ita finirebbe per aggiudicarsi l’intero pacchetto a mani basse. Oggi la commissione, presieduta da Delfina Spiga, pubblicherà la graduatoria, decretando il vincitore. Però, subito dopo, Volotea potrebbe ricorrere.

Le partecipanti. Non c’è stata l’auspicata corsa nel presentare le offerte. Si vede che per le compagnie l’affare continuità aerea non è sembrata poi così conveniente. Ita, che prenderà il posto di Alitalia da metà ottobre, ha partecipato per evidenti questioni di bandiera e sarebbe stato un disastro apocalittico se anche lo Stato (sarà l’unico azionista) si fosse disinteressato alla partita. Volotea, invece, che è tutta privata e fa parte della categoria delle intraprendenti low cost, ha provato a sparigliare le carte, ma alla fine il suo tentativo potrebbe essere stato inutile.

Le buste. Per ciascuna delle tre rotte, il bando prevedeva una base d’asta con offerte al ribasso. Nella volata a due, gli spagnoli non si sono certo risparmiati nella proposta, lasciando intendere che, in alcuni casi, erano disposti addirittura a garantire la continuità aerea anche perdendoci un bel po’. Sull’Alghero-Roma, andata e ritorno, il punto di partenza era 5,7 milioni, Iva esclusa, e cioè è quello l’importo massimo che la Regione pagherebbe (si chiama compensazione) per garantire la tariffa agevolata ai sardi. Volotea s’è presentata con uno sconto del 21,5 per cento (all’incirca 1,2 milioni in meno), mentre Ita s’è fermata al 3 per cento, con un ritocco al ribasso di soli 180mila euro rispetto all’importo iniziale. Sull’Alghero-Milano, Volotea s’è detta disposta a garantire il collegamento in cambio di 2,4 milioni (-21,3 per cento), Ita non è andata oltre i 2,8 milioni (-11). Sulla Cagliari-Roma, sempre andata e ritorno, la compagnia spagnola ha surclassato Ita: 2 milioni di sconto (-23,5) contro il solo milione della concorrenza (-12), considerando che la base d’asta era 8,6 milioni. Per la Cagliari-Milano, invece, è stato un testa a testa, con solo lo 0,5 per cento di differenza fra gli sconti proposti dalle due compagnie. In numeri assoluti, rispetto ai 7 milioni iniziali del bando, Volotea è scesa fino a 5,42 milioni, Ita s’è fermata a 5,45. Per l’Olbia-Roma, la low cost s’è spinta fino a un consistente meno 23,5 per cento (3,7 milioni rispetto agli iniziali 4,8), lo sconto di Ita è stato del 15. Per l’Olbia-Milano, la base d’asta era 3,5 milioni, Volotea si accontenterebbe di 2,6 milioni (-23,5 per cento), Ita di 2,7 milioni(-21). In conclusione, se a vincere fosse Volotea, la Regione risparmierebbe 11 milioni. Invece con Ita, l’avanzo di cassa scenderebbe a 9 milioni.

Il caso. Sotto l’occhio vigile dell’assessore ai trasporti, Giorgio Todde, e del direttore generale, Gabriella Massidda, è andato poi in scena lo scontro fra i portavoce delle due concorrenti. A sottolineare come nell’offerta di Volotea mancasse il documento di identità del rappresentate legale della società, Michele Taucer, è stato Pietro Caldaroni di Ita. In presenza, ha detto: «È un motivo di esclusione dalla gara. È scritto nel bando. Tra l’altro Volotea s’è dimenticata pure la ragione sociale nel frontespizio della busta». Online, era collegata in videoconferenza, è arrivata la replica di Valeria Rebasti per Volotea: «Il bando non è chiaro. Comunque, possiamo rimediare con l’invio di una copia del documento?». La presidente della commissione ha chiuso così il confronto a distanza: «Decideremo in fase di aggiudicazione, ma le leggi parlano chiaro e certe dimenticanze potrebbero non essere sanabili. Vedremo». Volotea è e resta in bilico.

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