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«Il futuro è green, ma ora serve il gas»

«Il futuro è green, ma ora serve il gas»

Sardegna al centro del dibattito sulla transizione ecologica. Posizioni lontanissime tra il ceo di Enel e quello di Snam

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SASSARI. Il futuro dell’Isola sarà, inevitabilmente, green, resta però da capire quanto e lontano questo futuro e come ci si potrà arrivare facendosi meno male possibile. La scelta sulle fonti che andranno a sostituire il carbone implica investimenti colossali e divide i colossi energetici nazionali. La conferma si è avuta anche ieri nel corso di un summit organizzato dal Sole 24 ore proprio sui temi dell’ambiente della transizione ecologica. Per Francesco Starace, Ceo di Enel, «portare il gas in Sardegna non sembra una grande scelta industriale». Tirato il ballo sul futuro green dell’isola il manager ha ribadito che sostituire il carbone non si può che spingere sull’installazione di asset rinnovabili in «un isola in cui c'è ampia disponibilità di sole e vento».

Immediata la risposta di Marco Alverà, numero uno di Snam. «Conosco il pensiero di Storace – ha detto –. Siamo d’accordo sul punto di arrivo ma ricordiamoci che oggi la Sardegna va a diesel, a carbone e a Gpl, non a energie rinnovabili. Chi si riscalda lo fa con il Gpl». E poi la una seconda stoccata. «Non è la Snam che decide cosa si fa, sono il Governo e il regolatore. Noi abbiamo partecipato a studi approfonditi che dicono come il gas accompagnato alle rinnovabili per usi industriali può essere una valida soluzione nel breve periodo. E nel lungo ci sarà l’idrogeno». Come dire: sole e vento non bastano e, soprattutto, non sono in grado di sostituire da subito il carbone.

Sulla scelta del gas e, in particolare del metano, si è schierato anche Paolo Gallo, amministratore delegato di Italgas. «Sfatiamo subito un mito – ha detto –. In Sardegna il gas naturale c'è già e noi abbiamo cominciato a distribuirlo da più di un anno. Sull'isola abbiamo 5.000 clienti che lo utilizzano, oltre ai 45.000 che serviamo con altri gas. Abbiamo posato oltre 1.000 chilometri di reti native digitali, due terzi dei quali già in esercizio, e stiamo procedendo anche con la conversione a metano delle reti esistenti. Il passaggio al gas naturale ha prodotto un risparmio in bolletta del 25% che, di fatto, sta permettendo di contenere anche gli effetti dei rincari di questo periodo».

Gallo ha poi fatto un paragone tr quello che Italgas farà in Grecia e quello che sta facendio nell’Isola. «Le similitudini – ha spiegato – sono molte. In Grecia hanno le idee molto chiare sul phase out da lignite e carbone e il governo sa che per farlo è necessaria un'alternativa, che hanno individuato nel gas naturale per il breve e il medio periodo. Per questo stiamo progettando reti digitali che, in un primo momento, distribuiranno gas naturale, ma che saranno da subito pronte ad accogliere anche gas rinnovabili come biometano, metano sintetico e idrogeno».



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