le reazioni
L’Anpav: si assuma personale AirItaly La Fit Cisl: pochi voli sono un handicap
SASSARI. Il nuovo, anche se provvisorio, modello di continuità aerea non entusiasma. Sull’assegnazione, ormai scontata, a Ita, si accumulano dubbi e distinguo. «La compagnia - dice Marco Bardini,...
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il nuovo, anche se provvisorio, modello di continuità aerea non entusiasma. Sull’assegnazione, ormai scontata, a Ita, si accumulano dubbi e distinguo. «La compagnia - dice Marco Bardini, segretario regionale dell’Anpav - ora dovrà rivedere i suoi programmi immediati ampliando la flotta che, alle 52 macchine previste, dovrà aggiungerne almeno otto già all’atto dello start up previsto per il 15 ottobre prossimo, e almeno ulteriori quattro da Pasqua in poi».
Secondo Bardini sarà necessario rivedere in aumento anche gli organici: «per far volare quegli aerei non previsti nel primo piano industriale di Ita, saranno necessari più di trecentosessanta naviganti tra assistenti di volo e piloti, oltre ai tecnici e al personale di terra».
Come procurarseli? Bardini un’idea ce l’avrebbe e la rilancia alla politica: «Sarebbe legittimo che il presidente Solinas, l’assessore dei Trasporti Todde, e l’assessora al Lavoro Zedda chiedessero con forza che i lavoratori di Meridiana/Air Italy, che quella continuità l’hanno operata per oltre un ventennio, siano ricompresi tra le assunzioni aggiuntive che Ita dovrà fare. La continuità territoriale sarda, che vale trentasette milioni solo per i primi sette mesi, e quarantadue per ogni anno successivo, viene interamente finanziata con denari della Regione Sardegna».
L’Anpav ha reiterato la richiesta urgente di audizione agli assessori competenti e al presidente Solinas «nella speranza che si vogliano occupare, questa volta a costo aggiuntivo zero, della principale vertenza di lavoro della regione, cogliendo l’occasione della continuità territoriale le cui leve sono interamente nelle loro mani».
Più voli del previsto per Ita, rispetto al piano industriale, ma meno voli del solito per la Sardegna con il sistema provvisorio di continuità territoriale che scatterà da metà mese: «Questa “nuova” continuità parte con una diminuzione di voli per singola tratta - dice Michele Palenzona, segretario regionale della Fit Cisl – e questo è già un handicap per l’incentivo alla ripartenza della nostra Regione. Consideriamo questo un errore perché, anche se in un periodo di pandemia, rallenterebbe la ripresa economica del territorio diminuendo la proposta di posti per il periodo invernale; considerando che la tariffa unica invernale ha lo scopo di promuovere il turismo».
Anche Palenzona ricorda la vertenza ancora aperta e dalle prospettive nefaste di Air Italy: «Nonostante le parole e le promesse di attenzioneda parte della Regione, i lavoratori di Air Italy,più di 600 famiglie sarde, resteranno fuori da questo processo occupazionale e la data del 31 dicembre, in cui il loro rapporto di lavoro cesserà,è sempre più vicina. Ci aspettiamo, inoltre, che la cabina di regia della Regione mantenga alta l’attenzione sul rispetto delle regole e sulla regolarità del servizio».
Secondo Bardini sarà necessario rivedere in aumento anche gli organici: «per far volare quegli aerei non previsti nel primo piano industriale di Ita, saranno necessari più di trecentosessanta naviganti tra assistenti di volo e piloti, oltre ai tecnici e al personale di terra».
Come procurarseli? Bardini un’idea ce l’avrebbe e la rilancia alla politica: «Sarebbe legittimo che il presidente Solinas, l’assessore dei Trasporti Todde, e l’assessora al Lavoro Zedda chiedessero con forza che i lavoratori di Meridiana/Air Italy, che quella continuità l’hanno operata per oltre un ventennio, siano ricompresi tra le assunzioni aggiuntive che Ita dovrà fare. La continuità territoriale sarda, che vale trentasette milioni solo per i primi sette mesi, e quarantadue per ogni anno successivo, viene interamente finanziata con denari della Regione Sardegna».
L’Anpav ha reiterato la richiesta urgente di audizione agli assessori competenti e al presidente Solinas «nella speranza che si vogliano occupare, questa volta a costo aggiuntivo zero, della principale vertenza di lavoro della regione, cogliendo l’occasione della continuità territoriale le cui leve sono interamente nelle loro mani».
Più voli del previsto per Ita, rispetto al piano industriale, ma meno voli del solito per la Sardegna con il sistema provvisorio di continuità territoriale che scatterà da metà mese: «Questa “nuova” continuità parte con una diminuzione di voli per singola tratta - dice Michele Palenzona, segretario regionale della Fit Cisl – e questo è già un handicap per l’incentivo alla ripartenza della nostra Regione. Consideriamo questo un errore perché, anche se in un periodo di pandemia, rallenterebbe la ripresa economica del territorio diminuendo la proposta di posti per il periodo invernale; considerando che la tariffa unica invernale ha lo scopo di promuovere il turismo».
Anche Palenzona ricorda la vertenza ancora aperta e dalle prospettive nefaste di Air Italy: «Nonostante le parole e le promesse di attenzioneda parte della Regione, i lavoratori di Air Italy,più di 600 famiglie sarde, resteranno fuori da questo processo occupazionale e la data del 31 dicembre, in cui il loro rapporto di lavoro cesserà,è sempre più vicina. Ci aspettiamo, inoltre, che la cabina di regia della Regione mantenga alta l’attenzione sul rispetto delle regole e sulla regolarità del servizio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
