Bilancio, la controproposta di LeU
Cocco e Lai: servono più soldi per le emergenze. I Progressisti: Regione bloccata
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CAGLIARI. La prima legge della seconda parte della legislatura del Consiglio regionale, due anni e mezzo sono andati, sarà il testo della Manovra di bilancio. Martedì 12 ottobre comincerà il dibattito in aula con 300 milioni da assegnare fra indennizzi e contributi. Entro fine mese il pacchetto dovrà essere approvato, o ci sarà il rischio che non potrà essere speso entro l’anno. Maggioranza di centrosinistra e opposizioni finiranno per scontrarsi, com’è accaduto nelle commissioni, o troveranno un accordo per accelerare i tempi? È un mistero.
La controproposta. Rispetto al testo licenziato dal centrodestra, che ha votato compatto in commissione bilancio, a farsi avanti sono stati Daniele Cocco ed Eugenio Lai di Liberi e Uguali. Hanno presentato una controproposta che potrebbe essere riassunta così: «Parte consistente della Variazione di bilancio dev’essere dirottata per risolvere alcuni problemi storici della sanità pubblica, del lavoro, della cultura e dell’agricoltura». Mentre oggi – secondo la loro versione – «almeno un centinaio di milioni sono destinati a interventi non urgenti». Dunque – hanno ribadito – «non è certo questo il momento degli sprechi». Cocco ha fatto notare che «sinora le Finanziarie della giunta Solinas sono state tecniche, con masse manovrabili di 50 milioni al massimo, ora che ci sono a disposizione 300 milioni vogliamo dire la nostra ma in modo non strumentale». In particolare, ha spiegato, «ci sono piani terapeutici bloccati, la Breast unit di Nuoro mai partita, esami screening della mammella rinviati da più di un anno, e poi la criticità delle liste d'attesa su cui faremo una battaglia fino all'ultimo giorno».
L’accusa. Superata metà legislatura, dai banchi dell’opposizione i Progressisti hanno tracciato un bilancio tutt’altro che positivo. «La Regione è allo sbando – si legge in un comunicato – Dopo due anni e mezzo di governo e nel momento in cui la Giunta dovrebbe guidare la ripresa sociale ed economica, la situazione è questa: enti e agenzie sono guidate da commissari, facenti funzioni o sostituti per un tempo ben più lungo di quanto stabilito dalle leggi». Nel dettaglio: 16 enti su 21 commissariati, 9 direzioni generali su 24 vacanti. L'ultimo caso in ordine di tempo è Forestas. Secondo i Progressisti, «nell'Agenzia, da oltre due anni, si alternano più figure incaricate di svolgere le funzioni di sostituto del direttore generale». Stessa situazione – sempre per le opposizioni – bloccherebbe «alcuni assessorati nevralgici, dove i direttori sono solo degli incaricati a tempo».
La controproposta. Rispetto al testo licenziato dal centrodestra, che ha votato compatto in commissione bilancio, a farsi avanti sono stati Daniele Cocco ed Eugenio Lai di Liberi e Uguali. Hanno presentato una controproposta che potrebbe essere riassunta così: «Parte consistente della Variazione di bilancio dev’essere dirottata per risolvere alcuni problemi storici della sanità pubblica, del lavoro, della cultura e dell’agricoltura». Mentre oggi – secondo la loro versione – «almeno un centinaio di milioni sono destinati a interventi non urgenti». Dunque – hanno ribadito – «non è certo questo il momento degli sprechi». Cocco ha fatto notare che «sinora le Finanziarie della giunta Solinas sono state tecniche, con masse manovrabili di 50 milioni al massimo, ora che ci sono a disposizione 300 milioni vogliamo dire la nostra ma in modo non strumentale». In particolare, ha spiegato, «ci sono piani terapeutici bloccati, la Breast unit di Nuoro mai partita, esami screening della mammella rinviati da più di un anno, e poi la criticità delle liste d'attesa su cui faremo una battaglia fino all'ultimo giorno».
L’accusa. Superata metà legislatura, dai banchi dell’opposizione i Progressisti hanno tracciato un bilancio tutt’altro che positivo. «La Regione è allo sbando – si legge in un comunicato – Dopo due anni e mezzo di governo e nel momento in cui la Giunta dovrebbe guidare la ripresa sociale ed economica, la situazione è questa: enti e agenzie sono guidate da commissari, facenti funzioni o sostituti per un tempo ben più lungo di quanto stabilito dalle leggi». Nel dettaglio: 16 enti su 21 commissariati, 9 direzioni generali su 24 vacanti. L'ultimo caso in ordine di tempo è Forestas. Secondo i Progressisti, «nell'Agenzia, da oltre due anni, si alternano più figure incaricate di svolgere le funzioni di sostituto del direttore generale». Stessa situazione – sempre per le opposizioni – bloccherebbe «alcuni assessorati nevralgici, dove i direttori sono solo degli incaricati a tempo».
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