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Il trionfo del Partito Democratico Scivolano Lega e M5s, si salva Fdi

Il trionfo del Partito Democratico Scivolano Lega e M5s, si salva Fdi

Il quadro definitivo conferma l’ottimo risultato dei dem, in calo solamente a Roma rispetto al 2016 Forza Italia tiene in Calabria, il partito della Meloni traina il centrodestra anche nel voto al Nord

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[FIRMA&LUOGO]di Giovanni Innamorati

<MC>ROMA

[TESTO]Il primo turno delle comunali 2021 fa registrare un netto vincitore, in termini di voti di lista, il Pd di Enrico Letta, e due sconfitti, Lega e M5s, con Fdi che si regala un balzo in avanti generalizzato e Fi che al contrario, scivola ovunque, tranne in Calabria, trascinata dal suo Roberto Occhiuto. È quanto emerge dai dati definitivi del ministero dell'Interno, in base ai quali sembrerebbe essersi concluso il ciclo delle politiche 2018, quando M5s (32,68%) e Lega (17,35%) superarono complessivamente il 50% dei voti. Il vincitore, il Pd, è andato male solo a Roma dove ha portato in cascina 166.130 voti (16,38%), mentre cinque anni fa con Roberto Giachetti furono 204.637 pari al 17,19%. Parte dell'astensionismo nella Capitale ha quindi colpito anche Il partito di Enrico Letta che a Roma è dietro alla Lista Calenda (219.807) e a Fdi (176.698). Diversa la musica in tutte le altre città, dove il Pd è il primo partito, anche laddove il candidato sindaco è arrivato secondo, come a Trieste. A Torino i voti per i Dem sono stati 85.890 (28,56%). A Milano i suffragi sono stati 152.200 (33,86%). Infine il laboratorio di Bologna (una coalizione che va da Italia Viva a M5s) è guidato da un Pd al 36,50%. Anche Napoli regala il sorrido al Pd dopo tanti anni: i Dem sono il primo partito della coalizione con il 12,20% davanti alla civica di Gaetano Manfredi (9,94%) e al 9,73% di M5s.
In Calabria invece il Pd registra una flessione rispetto alla regionali di gennaio 2020, passando da 118.249 voti (15,19%) a 100.437 (13,18%). Per M5s è inevitabile il paragone con il picco delle politiche 2018, rispetto al quale è «profondo rosso». L'unica città dove non va male è Roma, con il 19,09% ma Virginia Raggi è solo quarta e su una linea politica diversa da quella di Giuseppe Conte, di contrasto col Pd. Il crollo avviene sia dove il Movimento ha corso da solo sia dove era alleato con il Pd. A Napoli si precipita dal 54,13% delle politiche al 9,73% che comunque fa respirare; il Calabria dal 43,37% al 6,48%. Anche a Torino, dove nel 2016 vinse con Chiara Appendino, oggi si ferma all'8%. In tutto il Nord, inoltre fa segnare cifre insignificanti: 2,73% a Milano; 3,43% a Trieste; 3,37% a Bologna, irrilevanti per la vittoria di Lepore. Per la Lega il paragone più che con il 2016 (era ancora Lega Nord, con questa dicitura nel simbolo) è inevitabile con le politiche 2018. Ebbene il calo è marcato a Torino dal 32,59% al 9,84%; a Milano dal 22,09% al 10,74%; a Bologna dal 13,14% al 7,74%; a Trieste dal 20,93% al 10,27%; a Roma dall' 11,62% al 5,93%.
Viceversa il partito di Giorgia Meloni «ruba» parte dei voti in uscita dalla Lega e diventa il primo partito della coalizione persino in varie città del Nord. Fdi è primo a Torino dove passa dall'1,47% del 2016, al 3,62% delle politiche 2018 all'odierno 10,46%. Anche a Trieste è il primo partito con l'11,14% (4,33% nel 2016), come a Bologna col 12,63% e a Roma con il suo 17,42%. A Milano con il 9,76% è a un solo punto dalla Lega.

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