IL CASO
Meloni, fuga in avanti sul Colle ma si allarga il caso “lobby nera”
ROMA. Per Giorgia Meloni è tempo di «serrare i ranghi», come invita gli alleati a fare per provare a vincere a Roma. E a Salvini e Berlusconi chiede lealtà: «Questo è un gioco di squadra». Poi però...
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ROMA. Per Giorgia Meloni è tempo di «serrare i ranghi», come invita gli alleati a fare per provare a vincere a Roma. E a Salvini e Berlusconi chiede lealtà: «Questo è un gioco di squadra». Poi però punzecchia il leghista sulla partita del Quirinale, ribadendo la sfida lanciata a Enrico Letta. In realtà il messaggio sembra più rivolto alla Lega sulla disponibilità all'ipotesi di Draghi al Colle a patto che si vada a votare subito. Meloni va oltre e fa una fuga in avanti: «Il centrodestra è d'accordo sul fatto che Draghi potrebbe essere un buon presidente della Repubblica e che in quel caso si potrebbe tornare a votare subito». Per la Meloni c’è si allarga però la “grana” dell’inchiesta lobby nera che vede indagati l'europarlamentare di Fdi Carlo Fidanza e Roberto Jonghi Lavarini. Per entrambie le ipotesi di reato sono finanziamento illecito e riciclaggio.
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