Chimica verde a Porto Torres, pressing sul Mise
L’assessora regionale Anita Pili scrive al ministro Giorgetti: «Subito un tavolo nazionale per fare ripartire il progetto»
SASSARI. Sono passati più di dieci anni da quel 26 maggio 2011, quando a Porto Torres fu siglato il Protocollo d’intesa per la chimica verde. Intorno a quel tavolo si ritrovarono tutti: la presidenza del consiglio dei ministri, il Mise, i ministeri dell’Ambiente, del Lavoro, delle Politiche agricole, la Regione, la Provincia, i comuni di Sassari, Porto Torres e Alghero, l’Eni, la Novamont, l’Enipower, i sindacati. Una storica firma che prevedeva la riconversione e riqualificazione del polo industriale di Porto Torres, basata su un complesso di interventi industriali per la realizzazione di nuovi impianti di produzione di monomeri bio, di bioplastiche, lubrificanti bio e additivi per gomme.
Erano previsti poi interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree private contaminate, di sviluppo e utilizzo di fonti energetiche eco-compatibili, attività di ricerca, riqualificazione dell’occupazione esistente e creazione di nuova occupazione, attraverso lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali connesse alla filiera dei bio materiali. Si erano dati cinque anni per ultimare il progetto, ma ne sono passati 10 e quel progetto non solo non è stato portato a termine, ma il rilancio del lavoro resta una chimera. Anzi, rispetto al 2011 nel territorio si registra una diminuzione dell’occupazione con un impiego di poco superiore di 500 unità, compresi i 130 lavoratori che fanno capo alla sede di Matrica di Porto Torres.
È partendo da questo scenario che l’assessora all’Industria, Anita Pili, ha preso carta e penna e ha scritto al ministro Giancarlo Giorgetti per chiedergli di riprendere in mano il progetto e mantenere gli impegni presi dieci anni fa. «Il rilancio e la riqualificazione del polo industriale, il sostegno alle imprese in essa insediate e la creazione delle condizioni per una ripresa dell'occupazione, risultano strettamente connessi al perfezionamento dell’Accordo di programma per l'adozione del Progetto per l’area di crisi complessa di Porto Torres – scrive Pili – il quale, sebbene sia stato sottoscritto nel 2019 da tutti i soggetti firmatari ricadenti nel territorio regionale, ad oggi, non risulta però sottoscritto da alcune amministrazioni centrali interessate. L’accordo dovrà poi essere trasmesso alla Corte dei Conti per la relativa registrazione».
L’assessora, sottolineando che la situazione di verifica in un contesto di profonda crisi del comparto industriale, chiede al ministro un incontro urgente «al fine di porre le basi per l’attivazione di un tavolo nazionale, attraverso il coinvolgimento della presidenza della Regione, del suo ministero e dei vertici Eni e Novamont, finalizzato al chiarimento e alla ridefinizione degli impegni industriali da questi ultimi assunti, con l'obiettivo di favorire la reindustrializzazione del polo industriale di Porto Torres, secondo la traiettoria tracciata nel 2011, di procedere a una verifica sullo stato di attuazione del protocollo di intesa rispetto agli impegni assunti all'epoca, comprese le bonifiche». (al.pi.)
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