La Nuova Sardegna

Addio a Giachino, pioniere di turismo e sport

Addio a Giachino, pioniere di turismo e sport

È morto ieri a Milano il fondatore dell’Ala Birdi e dell’Horse Country di Arborea: inventò un genere

2 MINUTI DI LETTURA





ARBOREA. In quell’angolo di Sardegna dedito a agricoltura e allevamento aveva scelto un’altra strada: quella del turismo. Ed era stato un precursore, a volte osteggiato, a volte criticato, molto più spesso apprezzato per avere inventato un genere. Ettore Giachino, piemontese di Ivrea, con impressa nel dna l’attitudine per gli affari, trapiantato in Sardegna negli anni ‘70, è morto ieri a Milano. Lascia in eredità a Arborea, all’Oristanese, ma anche alla Sardegna, un progetto, un’idea, nati e cresciuti sino a diventare una delle realtà più importanti del panorama turistico della Sardegna. Tra l’altro in una porzione dell’isola dove il turismo ha sempre stentato.

In principio fu l’Ala Birdi, piccolo albergo-ristorante con piscina e maneggio immerso nel verde della pineta di Arborea. Un gioiellino che oggi sarebbe catalogato come “hotel de charme”, con una spiccata attenzione verso un settore particolare: quello dei turisti appassionati di equitazione.

Giachino, già all’inizio degli anni ‘80, aveva capito che quello poteva essere un filone redditizio, soprattutto con un occhio ai mercati del nord Italia e dell’Europa, in sinergia con le capacità degli allevamenti sardi. Sempre affiancato dalla moglie Marcella, insieme a Davide Collu, oggi direttore del THotel di Cagliari, Giachino inserì il prodotto Arborea, sino ad allora conosciuto per brick di latte, mucche e mais, nel mercato nazionale e internazionale del turismo.

Quell’idea si sviluppò e anni dopo il piccolo hotel Ala Birdi con in suo piccolo maneggio si trasformò in qualcosa di molto più grande: l’Horse country, la “nazione del cavallo”, con hotel, campi di allenamento, maneggio coperto, campo ostacoli in erba. Giachino scommise da subito sul binomio sport-turismo. Oggi l’accostamento è normale e non stupisce più nessuno, ma alcune decine di anni fa, portare in Sardegna per la preparazione la squadra ciclistica del campione Gianni Bugno o una tappa del campionato italiano di salto ostacoli rappresentava un atto innovativo.

Il figlio Riccardo ha sposato quella linea, adattandola ai tempi nuovi, guardando a nuovi mercati come quello ricchissimo dei paesi arabi, consolidando l’immagine dell’Horse Country nel mondo dello sport con le gare internazionali di Endurance e tenendo fede all’impegno di una vita profuso da uno dei pionieri del turismo in Sardegna. (r.pe.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative