Eolico e fotovoltaico, tutti i progetti per l’isola

Novantacinque aziende hanno fatto domanda per l’allaccio alla rete nazionale. Poche multinazionali, tante società di ingegneria mandate in avanscoperta

CAGLIARI. La partita dell’eolico e delle altre rinnovabili ha molti attori; non tutti interessati direttamente agli impianti e alle produzioni, molti sono solo avanguardie progettuali di soggetti dalle spalle ben più larghe. Tutti però devono seguire le regole e devono comunicare a Terna, il gestore della rete nazionale ad alta tensione le richieste di allaccio a questa.

Dall’elenco delle richieste a Terna per la Sardegna si possono intuire alcuni scenari del futuro sistema delle rinnovabili, con diverse sorprese e molte conferme. Bisogna fare però due premesse: le società che hanno fatto richiesta di allacciamento alla rete Terna possono, ma non devono, realizzare gli impianti indicati; molte sono società di progettazione, pronte a vendere a soggetti ben più robusti, progetti, autorizzazioni, concessioni e impianti da realizzare. Queste autorizzazioni vanno comunque riempite di contenuti, esattamente di quella che Terna chiama “Soluzione Tecnica minima generale”, simile a un preventivo di massima dei costi da sostenere.

Nell’elenco di 95 richieste di connessione, ci sono tanti impianti che non vedranno mai la luce, ma quelli che saranno realizzati compaiono in questa lista. Impossibile elencare tutti i progetti, molti di taglia piccola. Meglio dedicarsi ai più grossi, a nord e a sud dell’isola.

Il nord. La prima sorpresa arriva dalla Gallura dove la Falck Renewables, appartenente alla famiglia Falck, con ricavi per oltre 400 milioni di euro, intende realizzare un impianto di eolico offshore al largo di Olbia, mentre la Regolo rinnovabili, una srl di Macerata ha chiesto l’allacciamento per un impianto di eolico offshore al largo di Capo Ferro, erroneamente collocato a La Maddalena. La Crl service invece sogna il fotovoltaico, 250 megawatt di potenza a Padru.

Non mancano iniziative anche nel Sassarese, anche proposte da stranieri, come i tedeschi di Rwe(colosso da 13 miliardi di euro) che vorrebbero installare un impianto fotovoltaico con accumuli a Florinas in località Badu Ludosu. A seguire, fotovoltaico a Olmedo e diversi impianti medi a Sassari, a Santa Caterina, a Bitichesu, a Crabileddu (eolico più accumulo), e a campo Cavalgiu. Il più consistente di questi riguarda però un impianto fotovoltaico più accumulo da 400 megawatt a Thiesi, proposto dalla solita società di ingegneria, questa volta con sede in provincia di Modena.

Il centro. La lista è più breve e comprende impianti di eolico a Orune, e fotovoltaico a Macomer e Sindia, mentre in provincia di Oristano, l’ennesima sconosciuta società aquilana si propone per realizzare un impianto da 330 megawatt di eolico a Paulilatino.

Il sud. Altro eolico a Samatzai, San Gavino e Sant’Andrea Frius, con impianti da 30 a 90 megawatt. Ben più consistenti quelli che si vorrebbero far nascere al largo di Porto Pino, 504 megawatt, a Uta con un fotovoltaico da 400 megawatt e soprattutto al largo di Quartu e Sarroch, dove la Falck Renewables vorrebbe realizzare due parchi eolici al largo della costa. Il primo, più modesto è a Quartu. L’altro ben più consistente è a Sarroch, oltre 1 gigawatt di potenza, almeno 80 aerogeneratori giganteschi. E non è escluso che sia proprio la Falck, altra storica famiglia meneghina il partner per le rinnovabili annunciato da Saras ma non ancora ufficializzato.

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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