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Cinema e teatri, va in scena la gioia per la capienza al 100%

di Antonello Palmas
Cinema e teatri, va in scena la gioia per la capienza al 100%

Sardara (Dinamo): «Palasport al 60%, così il nostro sistema non può reggere. Nel giro di poche settimane ci aspettiamo di tornare alla capienza completa»

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SASSARI. C’è una genuina felicità mista a stupore nelle reazioni di alcuni dei gestori di luoghi adibiti allo spettacolo, in particolare quelli al chiuso che più di altri hanno sofferto gli effetti delle misure di contenimento del Covid.

I cinema. Si passa dal 50 al 100% (con mascherina) così come per i teatri, cioè oltre quanto consigliato dal comitato tecnico scientifico, l’80%. «Il messaggio che passa è che i locali di pubblico spettacolo non sono pericolosi, ed è un segnale forte che merita un plauso – dice Alessandro Murtas, gestore del cinema multisala Moderno di Sassari – Siamo soddisfatti e felici, è un piccolo grande passo verso la soluzione del problema, il ritorno alla normalità. E l’apertura totale è stata una bella sorpresa: ma visto l’andamento della curva pandemica e il persistere di certe condizioni di sicurezza ci sta tutto. Anche perché da noi si osservano in maniera molto rigorosa (cosa che non accade in tutti i settori) le misure anti-contagio e questo ha fatto crescere la fiducia verso la nostra categoria». E magari anche le particolari modalità di fruizione dello spettacolo: «Certo, si sta nel posto assegnato e in silenzio – dice Murtas – anche se le norma si allarga ad altre tipologie come gli spettacoli musicali dove le situazioni sono diverse». Per il gestore del cinema «è iniziato un percorso e non mi aspetto un automatismo così marcato nella risposta del pubblico, c’è da ricreare un clima, da lavorare per la vera normalità che le stesse mascherine non facilitano, perché si torni ai livelli pre-pandemici. Durante i lockdown si è continuato a lavorare seppure con dei limiti, ci sono quindi molti film pronti e, dopo l’accelerazione delle piattaforme in questo periodo, è ora che la sala torni ad avere la giusta rilevanza nella filiera».

I teatri. Pierpaolo Conconi, direttore artistico e regista della compagnia sassarese “La Botte e il cilindro”, si definisce «entusiasta, questo è un segnale per tutti, vuol dire che stiamo riuscendo a contenere questa pandemia e che, se continuiamo così, possiamo vedere la luce. Anche l’apertura all’80% ipotizzata inizialmente sarebbe stata comunque buona, la sorpresa del 100% è stata emozionante, va benissimo: credo che sia la decisione di un governo molto serio che ha usato una moderazione e una prudenza che a volte possono avere innervosito, ma che non credo compia passi falsi». Ora non resta che vedere riempirsi le poltroncine dell’Astra: «Credo che ci aspetti un periodo di ricostruzione, la paura non si sconfigge così in fretta e si sono create abitudini casalinghe. Dovremo fare dei progetti e delle promozioni nuove, interventi straordinari per richiamare tutti al piacere del teatro. Sfruttando il fatto che la gente ha voglia di rivedersi, soprattutto i bambini che sono quelli che hanno meno paura e hanno dimostrato di essere i più coraggiosi e generosi. Le sperimentazioni sono iniziate, noi ci mettiamo tutto il cuore. Serve unità di intenti e condivisione da parte di tutti. Ad esempio, ammiro molto come si muovono Abinsula e Dinamo, un po’ i motori di Sassari.

I palasport. E, a proposito, c’è decisamente meno entusiasmo di Conconi nelle parole di Stefano Sardara, presidente della Dinamo basket: per i palazzetti si passa dal 35% al 60% «anche se la federazione ha una deroga per ulteriori 300 posti, di fatto per noi sarà il 67% – spiega – Lo consideriamo un primo passo perché per tenere il piedi un sistema questa percentuale non è sufficiente. Vediamo che ci sono concerti nei quali si potrà riempire al 100%, d’accordo all’aperto, ma in un palazzetto c’è una dimensione e un riciclo dell’aria tale da risultare simile all’aereo. Ci sono limitazioni per noi che lasciano un po’ perplessi, anche se comprendiamo le preoccupazioni per qualcosa che ci ha stravolto la vita. Occorre tenere i nervi saldi, ma è del tutto evidente che nel giro di poche settimane ci aspettiamo di tornare alla capienza completa». Sardara parla di «cicatrici indelebili che tarderanno ad andare via» in riferimento ai divieti di accesso e poi alle limitazioni negli accessi che hanno schiacciato i bilanci societari. «Siam lontani dal ritrovare l’equilibrio economico che tutto ciò ha provocato e ora è il momento di osservare dei limiti compatibili con lo stato della pandemia, di tornare alla normalità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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