La Sardegna al voto: urne aperte in 98 comuni, a Olbia la sfida più attesa

Domenica 10 e lunedì 11 si scelgono i sindaci: test per la maggioranza in Regione

SASSARI. Novantotto comuni alle urne. Domani e lunedì l’isola ritorna al voto per eleggere il 26 per cento dei suoi sindaci. Un test che arriva a una settimana dalle amministrative che nel resto d’Italia hanno visto la netta affermazione del centrosinistra e il forte arretramento di Lega e Movimento 5 stelle. Ma quello isolano è soprattutto un test per la giunta regionale targata centrodestra, che nelle scorse settimane ha superato il giro di boa. Gli occhi sono puntati soprattutto sue due comuni, Olbia e Carbonia, ma dal punto di vista politico si guarda con attenzione anche verso Capoterra ed Elmas. Anche perché ogni comune ha una formula a sé. Mai come questa volta le alleanze sono così variegate.

Il caso Olbia. Olbia, oltre a essere il comune più importante che va al voto, è anche quello che presenta l’alleanza più insolita di tutta la campagna elettorale. Da una parte, c’è il sindaco uscente Settimo Nizzi, Forza Italia, a capo di una coalizione di centrodestra con sei liste a suo sostegno, alla sua sesta candidatura a primo cittadino. Dall’altra Augusto Navone, direttore dell’Area marina protetta di Tavolara, a capo di una Coalizione civica di otto liste con al suo interno il centrosinistra, il Movimento 5 stelle e importanti fette del centrodestra cittadino. Solo due candidati per la più importante poltrona della città. Il che significa che la partita si risolverà tutta nel primo turno, come accadde dieci anni fa quando Gianni Giovannelli si impose proprio su Nizzi, in quella che è stata la sua unica sconfitta su cinque competizioni elettorali.

La maggioranza. Come sempre le amministrative sono un test per chi governa la Regione. E dunque per il centrodestra a guida Solinas. Lo scorso anno le urne furono una pesante debacle: tutti i comuni al ballottaggio - Nuoro, Quartu e Porto Torres - andarono al centrosinistra. Quest’anno il centrodestra punta innanzitutto su Olbia, dove però a sostegno di Nizzi manca il simbolo di Fratelli d’Italia, visto che alcuni suoi esponenti sono nella Coalizione civica di Navone. C’è poi il caso Carbonia, negli ultimi 5 anni amministrata dai 5 stelle. Il centrodestra schiera l’avvocata Daniela Garau, che ha dalla sua Forza Italia, Fratelli d’Italia e la Lega. Ma nella città del Sulcis due forze di maggioranza come il Psd’Az e l’Udc appoggiano Pietro Morittu, candidato del Pd. Centrodestra diviso anche a Capoterra, la cittadina d’origine del governatore Christian Solinas. Da una parte, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Riformatori, a sostegno di Gianluigi Marras, dall’altra Sardegna 20Venti, Psd’Az e Lega, che supportano Beniamino Garau.

Le opposizioni. Neanche a sinistra si è riusciti a ripetere ovunque l’operazione unità. A Olbia intorno a Navone si sono ritrovati sia centrosinistra che i 5 stelle, ma la stessa cosa non è accaduta a Carbonia. Qui il Pd schiera Pietro Morittu, sostenuto da sei liste, tra cui anche forze politiche che in Regione stanno con Solinas, quali il suo Psd’Az e l’Udc. La sinistra di Articolo 1, Pci e Psi punta invece sull’ex consigliere regionale di Leu, Luca Pizzutto, che ha incassato anche il sostegno del Movimento 5 stelle, che negli ultimi cinque anni ha governato la città con Paola Massidda. Centrosinistra addirittura diviso in tre a Capoterra: il Pd con Efisio Demuru, il polo civico con Beniamino Piga sostenuto dal sindaco uscente, il dem Francesco Dessì, e il Psi con Attilio Congiu. Da Liberu l’invito a votare per i candidati indipendentisti nei vari comuni.

Doppia preferenza. Sia a Capoterra che a Carbonia se nessuno dovesse raggiungere il 50 per cento dei voti più voti si terrà un secondo turno di ballottaggio il 24 e 25 ottobre. I seggi apriranno domenica alle 7 fino alle 23, lunedì dalle 7 alle 15. Nei comuni con oltre 5mila abitanti (Olbia, Carbonia, Capoterra, Villacidro, Siniscola, Dorgali, Sennori, Orosei, Elmas, Sarroch, Serramanna, Domusnovas, San Giovanni Suergiu, Gonnesa) ogni elettore potrà esprimere una doppia preferenza di genere, ma all’interno della stessa lista. La Commissione regionale per le pari opportunità invita a utilizzare questo strumento per consentire il raggiungimento di un riequilibrio di genere e di una reale democrazia paritaria.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes