Staff della Regione, il nullaosta non c’è
L’organo di autogoverno dei giudici amministrativi non sblocca il caso Scano
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CAGLIARI. È l’ufficio stampa del Consiglio di presidenza della magistratura amministrativa ad annunciarlo: «Non ci sono delibere che riguardano la messa fuori ruolo del presidente di sezione Francesco Scano». In sostanza, il via libera alla nomina del segretario generale della Regione è saltato ancora una volta. Il motivo del rinvio non è fra le indiscrezioni ammesse dal rigido protocollo di un organo d’autogoverno, come lo è il Consiglio di presidenza. Sta di fatto che Francesco Scano è stato scelto a luglio dal governatore Christian Solinas per ricoprire il ruolo di primo manager della Regione, ma dopo diversi mesi quell’incarico è ancora scoperto.
L’indiscrezione. Stando a quanto rimbalza da Roma, senza però conferme ufficiali, a metà ottobre la pratica Scano dovrebbe essere esaminata per l’ennesima volta dalla commissione che si occupa di autorizzare o meno gli incarichi extragiudiziali dei magistrati in servizio nei Tribunali amministrativi. Il nuovo intoppo, però, fa a cazzotti – almeno nella ricostruzione – con la celerità con cui, invece, lo stesso Consiglio di presidenza ha vistato l’andata in pensione di Francesco Scano a partire dall’inizio dell’anno prossimo. Proprio questa differenza nei tempi, velocissimi su un fronte e lenti sull’altro, fa pensare che qualche problema ci sia nel concedere il nullaosta al presidente della seconda sezione del Tar Sardegna.
L’iter. Nominato da Solinas a fine luglio, Scano, qualche settimana dopo, aveva presentato a Roma la domanda per essere inserito fuori ruolo, cioè uscire di fatto alla magistratura per poter prender possesso del nuovo ruolo. Stando a diverse notizie ufficiose, una prima volta il Consiglio di presidenza avrebbe respinto, o comunque sospeso, la richiesta del magistrato, sollecitandogli l’invio di altri documenti. Invio che c’è stato, molte settimane fa, ma da allora nulla s’è mosso. . Perché? È un mistero.
Malumori. Nel frattempo nella maggioranza di centrodestra comincia a serpeggiare più di un malumore per l’evidente di stallo. Diverse nomine, previste dalla legge sul super staff della Regione, sono bloccate. Anche altri posti di vertice sono vacanti o commissariati per l’assenza di chi – è sempre il segretario generale – dovrebbe proporre i titolari. Ma al di là delle questioni burocratico-amministrative il centrodestra è scontento, perché le opposizioni continuano a denunciare «la Regione è immobilizzata, paralizzata da mesi», e in maggioranza non sanno più come e cosa replicare. (ua)
L’indiscrezione. Stando a quanto rimbalza da Roma, senza però conferme ufficiali, a metà ottobre la pratica Scano dovrebbe essere esaminata per l’ennesima volta dalla commissione che si occupa di autorizzare o meno gli incarichi extragiudiziali dei magistrati in servizio nei Tribunali amministrativi. Il nuovo intoppo, però, fa a cazzotti – almeno nella ricostruzione – con la celerità con cui, invece, lo stesso Consiglio di presidenza ha vistato l’andata in pensione di Francesco Scano a partire dall’inizio dell’anno prossimo. Proprio questa differenza nei tempi, velocissimi su un fronte e lenti sull’altro, fa pensare che qualche problema ci sia nel concedere il nullaosta al presidente della seconda sezione del Tar Sardegna.
L’iter. Nominato da Solinas a fine luglio, Scano, qualche settimana dopo, aveva presentato a Roma la domanda per essere inserito fuori ruolo, cioè uscire di fatto alla magistratura per poter prender possesso del nuovo ruolo. Stando a diverse notizie ufficiose, una prima volta il Consiglio di presidenza avrebbe respinto, o comunque sospeso, la richiesta del magistrato, sollecitandogli l’invio di altri documenti. Invio che c’è stato, molte settimane fa, ma da allora nulla s’è mosso. . Perché? È un mistero.
Malumori. Nel frattempo nella maggioranza di centrodestra comincia a serpeggiare più di un malumore per l’evidente di stallo. Diverse nomine, previste dalla legge sul super staff della Regione, sono bloccate. Anche altri posti di vertice sono vacanti o commissariati per l’assenza di chi – è sempre il segretario generale – dovrebbe proporre i titolari. Ma al di là delle questioni burocratico-amministrative il centrodestra è scontento, perché le opposizioni continuano a denunciare «la Regione è immobilizzata, paralizzata da mesi», e in maggioranza non sanno più come e cosa replicare. (ua)
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