La Nuova Sardegna

Garante per l’infanzia nell’isola non c’é da 7 mesi

di Silvia Sanna
Garante per l’infanzia nell’isola non c’é da 7 mesi

Incarico vacante da febbraio: la nomina spetta al consiglio regionale

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SASSARI. Sul sito del consiglio regionale da più sette mesi compare lo stesso avviso: “L’incarico non è attualmente ricoperto”. Un’assenza che pesa, su cui sono state presentate interrogazioni, e che si sente ancora di più alla vigilia di una data importante: domani sarà la “Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze”, una ricorrenza dedicata ai minori, ai soggetti più fragili che devono essere tutelati. E una delle figure preposte a questo, il Garante per l’infanzia, in Sardegna non c’è. C’era sino a febbraio, quando è scaduto il mandato di durata triennale della precedente garante, Grazia Maria De Matteis, che non è stata sostituita. Eppure la procedura è semplice: la Regione ha fatto un bando al quale hanno partecipato alcuni candidati, il consiglio regionale è chiamato a riunirsi per indicare a maggioranza il prescelto. Ma l’argomento, a distanza di mesi, non è stato iscritto all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio. Che, in materia di garanti, ha un pesante arretrato: oltre a quello per l’Infanzia, non c’è traccia di quello per i detenuti, con la Sardegna unica regione italiana priva di entrambe le figure. Non solo: all’appello manca anche il Difensore civico. Chi il delicato ruolo del garante dell’infanzia l’ha ricoperto «dedicandovi impegno e passione», lancia il grido d’allarme: «Attenzione, non si può aspettare ancora – dice Grazia Maria De Matteis – c’è un estremo bisogno di una figura che tuteli i bambini e gli adolescenti, duramente provati durante l’emergenza pandemica che ha lasciato pesanti strascichi. Serve un supporto, una “sentinella” che possa agire per salvaguardare i diritti dei più piccoli e proteggerli dalle situazioni di rischio».

Il ruolo del garante. La De Matteis racconta tre anni vissuti in prima linea, «in gran parte segnati dal Covid che ha condizionato moltissimo la vita dei più giovani. Pensiamo per esempio alla rivoluzione nelle scuole, tra mascherine obbligatorie e didattica a distanza, con i ragazzi privati della socialità, soli davanti allo schermo di un pc. Io e i miei collaboratori abbiamo lavorato tanto per favorire un collegamento e dialogo costante con le istituzioni, in un sistema che valorizza la partecipazione dal basso e l’ascolto delle esigenze. In questo modo siamo riusciti a fare emergere tante situazioni di difficoltà che obbligano le stesse istituzioni a intervenire in maniera più celere. In alcuni frangenti, e non per colpa loro, i tempi dei servizi sociali e della magistratura non sono veloci: per questo è fondamentale che ci siano delle sentinelle pronte a prendere in mano le situazioni». Per esempio, il Garante dell’infanzia è stato un prezioso riferimento per i ragazzi che vivono con genitori affetti da patologie, oppure detenuti in carcere, come anche per gli adolescenti nelle comunità. Dal Garante spesso arriva l’input per vigilare su casi in cui si intuiscono comportamenti violenti ma anche la presa di posizione netta per la tutela dei minori da parte del mondo dell’informazione: «Ricordo in particolare un episodio grave di violazione della Carta di Treviso da parte di una trasmissione televisiva in cui era stata trattata la vicenda di un minore vittima di violenza e abusi in ambito familiare – dice la De Matteis –. Il ragazzino non era stato protetto, il suo tutore non era stato neppure informato. Quel servizio ha compromesso il percorso di recupero. Come Garante ho fatto immediatamente segnalazione e sono stati assunti provvedimenti. I minori devono essere protetti sempre, con il medesimo obiettivo abbiamo fatto i corsi per tutori legali e creato una banca dati sul sistema adozioni e affidi».

Subito la nomina. Da sette mesi i minori non sono “garantiti” da una figura prevista dalla legge la numero 8 del 7 febbraio 2011), di cui la Regione sottolinea l’estrema importanza “al fine di assicurare sul territorio regionale la piena attuazione dei diritti e degli interessi riconosciuti ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze in conformità a quanto previsto dalla Convenzione sui diritti del fanciullo”. Da parte sua, l’ex Garante si dice pronta a ripartire là dove il lavoro si è interrotto: «È stato un impegno proficuo, un percorso che mi piacerebbe proseguire». Grazia Maria De Matteis è uno dei candidati che ha partecipato al bando che la Regione ha pubblicato a ottobre 2020, dunque con anticipo rispetto alla scadenza del mandato: «Ho presentato la domanda per essere rinominata – spiega l’ex Garante – la legge prevede infatti la possibilità di due mandati ma l’eventuale conferma deve arrivare dal consiglio regionale. Da parte mia sento di poter fare ancora bene ma quello che conta in questo momento è che sia nominato un Garante, perché i più piccoli non possono essere dimenticati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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