Air Italy, la vertenza di serie B quasi dimenticata
Ieri nuovo incontro sindacati-azienda senza esito. Bardini (Anpav): «Cig finita, siamo noi la priorità»
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SASSARI. Domani, forse per l’ultima volta, un aereo con le insegne Alitalia solcherà i nostri cieli. Gli aerei di Air Italy hanno smesso di farlo già da un pezzo e con loro sono rimasti a terra centinaia di dipendenti della compagnia nata per iniziativa dell’Aga Khan, passata sotto le insegne di Airsardinia e Meridiana. Ieri, mentre i lavoratori di Alitalia, iniziavano a Fiumicinio un presidio di tre giorni, i rappresentanti sindacali incontravano il responsabile relazioni industriali di Air Italy, Antonio Cuccuini, per un confronto che non ha spostato di un millimetro i termini della vicenda. Due storie legate all’aviazione vicile italiana, tanti storie e drammi di persone che hanno perso o stanno per perdere il proprio lavoro. Anche se la vertenza Air Italy sembra figlia di un dio minore. Ieri all’incontro con i sindacati non c’era nessuno dei due commissari liquidatori liquidatori (uno aveva impedimenti seri visti i recenti guai con la giustizia). Ma è in generale la politica a sembrare distratta e rassegnata di fronte alla questione Air Italy.
«Alcuni di noi hanno chiesto che venga chiusa la fase aziendale e che venga incaricato il Governo di gestire la questione - dice Marco Bardini, segretario dell’Anpav -. Altre sigle sindacali non hanno condiviso. Alla fine è emersa solo la possibilità di chiedere il coinvolgimento del Governo e delle Regioni Sardegna e Lombardia nei prossimi incontri. Noi crediamo che il Governo si deve ricordare noi. I dipendenti Alitalia in parte hanno la prospettiva di mantenere il lavoro, in parte hanno 24 mesi di cassa integrazione. Ai dipendenti di Air Italy sono rimasti solo due mesi di cassa integrazione. Quindi io credo che siamo noi la priorità in questo momento».
Intanto domani sarà l’ultimo giorni di Alitalia. A meno che il marchio non venga rilevato da qualche altra compagnia aerea: anche Ita sarebbe in corsa. Dopo la prima gara andata deserta, si attende la conclusione della seconda e si starebbe lavorando per raggiungere una decisione proprio per domani.
È quindi possibile che l'annuncio arrivi direttamente dai vertici di Ita, il presidente Alfredo Altavilla e l'a.d. Fabio Lazzerini, che il 15 parleranno all'evento “ITA.Born in 2021”, per presentare alla stampa l'avvio della nuova aviolinea.
Decollo che avverrà ufficialmente all'alba di venerdì, con un primo volo da Milano e un secondo, poco dopo, da Roma. Il primo volo targato Ita sarà il Linate-Bari delle 6.20, mentre a Fiumicino il primo imbarco con la nuova compagnia sarà sull'aereo diretto a Linate delle 6.30.
A Fiumicino, intanto, prosegue il presidio dei lavoratori davanti alla sede della compagnia per chiedere «il pagamento degli stipendi ai lavoratori di Alitalia in amministrazione straordinaria; chiarezza e garanzie sul futuro delle aree handling e manutenzione; ammortizzatori sociali per accompagnare il piano industriale di Ita fino al 2025; garanzia di totale tutela dell'occupazione per i lavoratori del gruppo ; trasparenza nei criteri di assunzione di Ita e attenzione per le madri e le categorie fragili; la corretta applicazione del Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro) ai lavoratori di Ita e garanzie e tutela per i lavoratori delle società in appalto da Alitalia in a.s.».
«Alcuni di noi hanno chiesto che venga chiusa la fase aziendale e che venga incaricato il Governo di gestire la questione - dice Marco Bardini, segretario dell’Anpav -. Altre sigle sindacali non hanno condiviso. Alla fine è emersa solo la possibilità di chiedere il coinvolgimento del Governo e delle Regioni Sardegna e Lombardia nei prossimi incontri. Noi crediamo che il Governo si deve ricordare noi. I dipendenti Alitalia in parte hanno la prospettiva di mantenere il lavoro, in parte hanno 24 mesi di cassa integrazione. Ai dipendenti di Air Italy sono rimasti solo due mesi di cassa integrazione. Quindi io credo che siamo noi la priorità in questo momento».
Intanto domani sarà l’ultimo giorni di Alitalia. A meno che il marchio non venga rilevato da qualche altra compagnia aerea: anche Ita sarebbe in corsa. Dopo la prima gara andata deserta, si attende la conclusione della seconda e si starebbe lavorando per raggiungere una decisione proprio per domani.
È quindi possibile che l'annuncio arrivi direttamente dai vertici di Ita, il presidente Alfredo Altavilla e l'a.d. Fabio Lazzerini, che il 15 parleranno all'evento “ITA.Born in 2021”, per presentare alla stampa l'avvio della nuova aviolinea.
Decollo che avverrà ufficialmente all'alba di venerdì, con un primo volo da Milano e un secondo, poco dopo, da Roma. Il primo volo targato Ita sarà il Linate-Bari delle 6.20, mentre a Fiumicino il primo imbarco con la nuova compagnia sarà sull'aereo diretto a Linate delle 6.30.
A Fiumicino, intanto, prosegue il presidio dei lavoratori davanti alla sede della compagnia per chiedere «il pagamento degli stipendi ai lavoratori di Alitalia in amministrazione straordinaria; chiarezza e garanzie sul futuro delle aree handling e manutenzione; ammortizzatori sociali per accompagnare il piano industriale di Ita fino al 2025; garanzia di totale tutela dell'occupazione per i lavoratori del gruppo ; trasparenza nei criteri di assunzione di Ita e attenzione per le madri e le categorie fragili; la corretta applicazione del Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro) ai lavoratori di Ita e garanzie e tutela per i lavoratori delle società in appalto da Alitalia in a.s.».
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