«Non conta solo il risparmio si badi alla qualità dei servizi»
Zonca (Uil): preoccupati per le modalità di assegnazione delle rotte in continuità Boeddu (Cgil): i sardi non potranno fare a meno di orari e frequenze all’altezza
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SASSARI. L’assegnazione delle rotte aeree in continuità tra la Sardegna e la Penisola non può basarsi esclusivamente sui ribassi d’asta. Su questo principio si fondano le preoccupazioni dei sindacati in attesa della ufficialità dell'aggiudicazione da parte di Volotea nella procedura negoziata di emergenza messa in piedi dalla Regione. La pensa così il segretario generale della Uiltrasporti sarda, William Zonca, secondo cui in quelle decisioni «hanno fondamentale importanza i servizi che verranno erogati dal vettore che si aggiudicherà i collegamenti» avvertendo che «non faremo un passo indietro se non verranno garantiti i servizi conquistati in questi anni dai sardi. È inammissibile che questi vengano dispersi per motivi puramente economici. La continuità territoriale aerea deve guardare prima ai servizi e poi ai costi economici».
Sulla stessa linea il segretario generale della Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu, che attende di conoscere «non solo le tariffe ma anche le frequenze ed i servizi che la low cost spagnola (se verrà confermata l’aggiudicazione) dovrà garantire così come previsto nel mini bando della durata di sette mesi. I sardi non potranno fare a meno di orari, frequenze e servizi rispettosi dei loro bisogni. Verificheremo nei prossimi giorni se tutto questo la compagnia Volotea sarà in grado di offrirlo oppure se i sardi dovranno iniziare a preparare la carta bollata per inviare eventuali ricorsi». Boeddu commenta con sconcerto l’evoluzione del bando, chiedendosi quale sia «il ruolo che il governo vuole assegnare a una compagnia totalmente di proprietà dello Stato come Ita che si fa sfuggire un servizio pubblico di trasporto essenziale qual è quello da e per Roma e Milano dai tre scali sardi e nasce zoppa». Per il numero uno di Filt «si è persa una grande occasione per avere più aerei nella flotta Ita e di conseguenza più personale occupato». E si chiede: nei giorni del passaggio di testimone da Alitalia alla nuova aggiudicataria del bando «i sardi riusciranno ad avere continuità di collegamenti o ci sarà un vuoto di 24-48 ore?», temendo che chi subentra abbia bisogno di qualche giorno per entrare a regime, con rischio blackout.
E il segretario di Cgil Sardegna, Samuele Piddiu, rileva che «a tre giorni dalla scadenza dell'attuale regime la Regione è ancora alle prese con le procedure per il nuovo affidamento, un tempismo che certifica la situazione disastrosa per la quale si attende un'assunzione di responsabilità da parte del presidente della Regione, che aveva assunto la continuità come priorità e che invece l'ha trasformata in un vero fallimento».
«I sardi non possono raggiungere la Penisola per motivi di salute o per partecipare ai concorsi pubblici – ricorda Ugo Cappellacci, deputato di Fi, in un'interrogazione al governo – come quello per 766 posti all'Agenzia delle dogane. Si sta consumando una gravissima lesione dei diritti costituzionali del nostro popolo». Sottolinea che al problema dell'assegnazione delle rotte «si è aggiunta la questione dell'avvicendamento Alitalia-Ita, che in queste ore si è aggravata con la cancellazione anticipata di numerosi voli da parte dell'ormai ex compagnia di bandiera. Si doveva e si deve intervenire per evitare l'isolamento». Per Cappellacci «la tariffa unica scontata, per residenti e non, salvaguardava il diritto alla mobilità dei sardi e apriva le porte dell’isola consentendo di attenuare lo svantaggio derivante dalla condizione insulare. Ora non possiamo avere una continuità in edizione ridotta». E afferma: «Questa situazione è “figlia” della gravissima distrazione dei Governi Gentiloni e Conte».
«Non si permetta chi ha avuto l'onore di governare la Regione in passato di ribaltare sui governi nazionali che più fanno comodo la responsabilità di quanto accaduto – gli risponde la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) – Nei rapporti con lo Stato italiano occorre autorevolezza, competenza e spirito di squadra: noi ci siamo sempre, anche se Solinas pensa di poter fare tutto da solo». «Se tutto andrà bene – dice ancora la Mura – ci saremo arrivati sul filo di lana, con l'affanno e pure ai tempi supplementari, con cittadini e categorie produttive giustamente spaventati dalla previsione di rimanere prigionieri sull'isola o di dover spendere grosse cifre per raggiungere il continente. In queste condizioni la Sardegna non deve trovarsi mai più, mai più un presidente di Regione dovrà portare per ignavia i cittadini a questo punto di esasperazione.
«Più facile in questi giorni trovare un volo da e per la Sardegna, con tutti i problemi del caso, che sapere dove sia il presidente della Regione – ironizza Francesco Agus, dei Progressisti – Non si capisce cosa abbia di più importante da fare il governatore in queste ore che cercare di risolvere l'isolamento dei sardi, mentre centinaia non riescono a tornare a casa o a partire per motivi di salute o lavoro. Sappiamo però cosa pensa la sua maggioranza, come dichiarato (ieri, ndc) in Consiglio: a loro non interessa l'argomento, ne parleranno domani con l'assessore. Lo stesso assessore che dopo aver fatto niente in questi due anni e mezzo ha poi avvalorato un bando sbagliato sotto tutti gli aspetti, che era destinato al fallimento prima ancora di essere annunciato». (a.palmas)
Sulla stessa linea il segretario generale della Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu, che attende di conoscere «non solo le tariffe ma anche le frequenze ed i servizi che la low cost spagnola (se verrà confermata l’aggiudicazione) dovrà garantire così come previsto nel mini bando della durata di sette mesi. I sardi non potranno fare a meno di orari, frequenze e servizi rispettosi dei loro bisogni. Verificheremo nei prossimi giorni se tutto questo la compagnia Volotea sarà in grado di offrirlo oppure se i sardi dovranno iniziare a preparare la carta bollata per inviare eventuali ricorsi». Boeddu commenta con sconcerto l’evoluzione del bando, chiedendosi quale sia «il ruolo che il governo vuole assegnare a una compagnia totalmente di proprietà dello Stato come Ita che si fa sfuggire un servizio pubblico di trasporto essenziale qual è quello da e per Roma e Milano dai tre scali sardi e nasce zoppa». Per il numero uno di Filt «si è persa una grande occasione per avere più aerei nella flotta Ita e di conseguenza più personale occupato». E si chiede: nei giorni del passaggio di testimone da Alitalia alla nuova aggiudicataria del bando «i sardi riusciranno ad avere continuità di collegamenti o ci sarà un vuoto di 24-48 ore?», temendo che chi subentra abbia bisogno di qualche giorno per entrare a regime, con rischio blackout.
E il segretario di Cgil Sardegna, Samuele Piddiu, rileva che «a tre giorni dalla scadenza dell'attuale regime la Regione è ancora alle prese con le procedure per il nuovo affidamento, un tempismo che certifica la situazione disastrosa per la quale si attende un'assunzione di responsabilità da parte del presidente della Regione, che aveva assunto la continuità come priorità e che invece l'ha trasformata in un vero fallimento».
«I sardi non possono raggiungere la Penisola per motivi di salute o per partecipare ai concorsi pubblici – ricorda Ugo Cappellacci, deputato di Fi, in un'interrogazione al governo – come quello per 766 posti all'Agenzia delle dogane. Si sta consumando una gravissima lesione dei diritti costituzionali del nostro popolo». Sottolinea che al problema dell'assegnazione delle rotte «si è aggiunta la questione dell'avvicendamento Alitalia-Ita, che in queste ore si è aggravata con la cancellazione anticipata di numerosi voli da parte dell'ormai ex compagnia di bandiera. Si doveva e si deve intervenire per evitare l'isolamento». Per Cappellacci «la tariffa unica scontata, per residenti e non, salvaguardava il diritto alla mobilità dei sardi e apriva le porte dell’isola consentendo di attenuare lo svantaggio derivante dalla condizione insulare. Ora non possiamo avere una continuità in edizione ridotta». E afferma: «Questa situazione è “figlia” della gravissima distrazione dei Governi Gentiloni e Conte».
«Non si permetta chi ha avuto l'onore di governare la Regione in passato di ribaltare sui governi nazionali che più fanno comodo la responsabilità di quanto accaduto – gli risponde la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) – Nei rapporti con lo Stato italiano occorre autorevolezza, competenza e spirito di squadra: noi ci siamo sempre, anche se Solinas pensa di poter fare tutto da solo». «Se tutto andrà bene – dice ancora la Mura – ci saremo arrivati sul filo di lana, con l'affanno e pure ai tempi supplementari, con cittadini e categorie produttive giustamente spaventati dalla previsione di rimanere prigionieri sull'isola o di dover spendere grosse cifre per raggiungere il continente. In queste condizioni la Sardegna non deve trovarsi mai più, mai più un presidente di Regione dovrà portare per ignavia i cittadini a questo punto di esasperazione.
«Più facile in questi giorni trovare un volo da e per la Sardegna, con tutti i problemi del caso, che sapere dove sia il presidente della Regione – ironizza Francesco Agus, dei Progressisti – Non si capisce cosa abbia di più importante da fare il governatore in queste ore che cercare di risolvere l'isolamento dei sardi, mentre centinaia non riescono a tornare a casa o a partire per motivi di salute o lavoro. Sappiamo però cosa pensa la sua maggioranza, come dichiarato (ieri, ndc) in Consiglio: a loro non interessa l'argomento, ne parleranno domani con l'assessore. Lo stesso assessore che dopo aver fatto niente in questi due anni e mezzo ha poi avvalorato un bando sbagliato sotto tutti gli aspetti, che era destinato al fallimento prima ancora di essere annunciato». (a.palmas)
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