Aerei, adesso vigiliamo sui prezzi
di Andrea Ruzzeddu*
Nonostante la definitiva sparizione della voce in bilancio col nome di “Alitalia”, il conseguente risparmio ha causato problemi ancora prima che la compagnia aerea di bandiera chiuda definitivamente...
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Nonostante la definitiva sparizione della voce in bilancio col nome di “Alitalia”, il conseguente risparmio ha causato problemi ancora prima che la compagnia aerea di bandiera chiuda definitivamente i battenti. È il caso della Sardegna che ad oggi, 14 ottobre, ha trovato un accordo sul problema dopo un periodo in cui appariva più “schizzinosa” che realmente interessata ai suoi cittadini. Ha respinto le proposte della neonata Ita e ha deciso di accettare, dopo una turbolenta relazione simile a quella marito-moglie, la compagnia Volotea per coprire le rotte di continuità territoriale. Cosa ha dimostrato questo lungo travaglio? Uno scarso interesse per i cittadini italiani abitanti una delle isole maggiori e un vicinissimo abbandono degli stessi. Eppure suona strano, tutti quegli italiani che vedono la Sardegna come un’isola per il divertimento estivo come avrebbero fatto ad arrivare alle tanto lodate spiagge? Come avrebbero potuto raggiungere la tanto lussuosa Costa Smeralda? Ora il problema è risolto, si spera definitivamente perché bisogna considerare l’arrivo della stagione fredda, e chi va d’inverno in Sardegna? D’altro canto qui vivono 1,6 milioni di persone. Ma a chi importa veramente di noi? Parrebbe a pochi. Ma ipotizziamo che tutto si sia risolto al meglio e che il fallimento di Alitalia non causerà ulteriori paralisi all’Italia e un abbandono dei sardi. Quanto costerà un biglietto per arrivare a Roma, capitale dell’Italia? Forse in un primo momento le norme sulla continuità territoriale riusciranno a tenere un prezzo accessibile, ma chi dice che riusciranno a mantenerlo per sempre? È una scena già vista: si trova sempre il modo per aggirare l’ostacolo e ottenere il prezzo desiderato lasciando lo sventurato sardo senza scelta, perché costretto a viaggiare per mezzo di un’unica compagnia che detiene il monopolio delle tratte. Ricordiamoci che Volotea è qui ora, ma è una compagnia low-cost ed è stato raro nell’ultimo periodo avere relazioni stabili con questo tipo di società. La maggior parte ha pochi scrupoli quando si tratta di guadagnare e non pensano due volte a cambiare bandiera. Il soldo è ciò che le muove, non l’affetto per le persone o l’onore di lavorare per l’Italia. Tutto ciò è scorretto. Non si parla di un lusso, di qualcosa che non è fondamentale. Si parla della messa in dubbio della libertà di circolazione. La Sardegna è una regione come le altre e deve essere trattata allo stesso modo, non deve solamente essere sfruttata per tre mesi all’anno e poi dire “chi se ne frega”. Ora ci si lamenterà perché un’azienda straniera è venuta qui in Italia e otterrà successo proponendo un servizio migliore di quello che noi italiani potevamo offrire. Sarà inevitabile: abbiamo scartato ciò che di italiano c’era, e questo fa già ridere.
*Liceo Europeo Canopoleno, Sassari
*Liceo Europeo Canopoleno, Sassari
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