«Allarme crisi energetica: effetti devastanti nell’isola»

«I costi insostenibili stanno portando allo stop produttivo le aziende energivore» Il presidente Sanna: «L’impatto sulla regione è stimato in 900 milioni di euro»

SASSARI. Il crescente costo dell’energia mette in pericolo il sistema produttivo e a rischiare di più è quello della Sardegna, l’unica regione a non poter usufruire del gas metano e che fa registrare una inadeguata diffusione di fonti rinnovabili. A lanciare l’allarme è il Consorzio Sinergia Sardegna, che da 20 anni opera nell’ambito del sistema Confindustria regionale per fornire energia elettrica alle migliori condizioni per le aziende sarde e che prevede «impatti devastanti per le imprese sarde a causa della crisi energetica».

«Gli attuali costi dell’energia elettrica e del gas (il prezzo all’ingrosso dell’energia a Mwh infatti è passato dai 38 euro del 2020 agli oltre 300 euro per il prossimo trimestre) stanno portando ad un vero e proprio stop produttivo per molte aziende energivore e pesanti aggravi di costo per quelle con meno intensità di consumi» spiega il Consorzio, avvertendo che le Pmi della Sardegna saranno colpite ancor più gravemente, stante l’impossibilità di utilizzare gas metano e in misura insufficiente le fonti rinnovabili. Le proiezioni elaborate in base alle imprese consorziate sono preoccupanti: «Attività energivore come quelle estrattive di Orosei, lattiero-casearie e grandi strutture alberghiere – dice il presidente Lorenzo Sanna – stanno subendo e subiranno rincari che andranno ad appesantire una situazione già difficile a causa del prolungato stop per la pandemia». Gran parte delle imprese aderenti appartengono proprio ai comparti estrattivo, agroalimentare e ricettivo.

«Gli aumenti saranno sempre più elevati – aggiunge Sanna – Fino alla prossima primavera le previsioni degli analisti delineano aumenti superiori al 100% rispetto alle bollette pagate nel 1° semestre 2021 con un impatto economico per l’Italia pari a 40 miliardi di euro, di cui i due terzi a carico comparto industriale, dei servizi e dell’agricoltura. Di questa spesa si stima che l’impatto sull’isola sia pari ad almeno 900 milioni di maggiori costi per la bolletta energetica». E secondo Sanna «a poco serviranno i 3 miliardi di sostegni sui 40 miliardi di rincari, destinati in gran parte alle utenze domestiche, mentre il mondo delle imprese sarà completamente esposto agli aumenti».

Vista la situazione Confindustria e i consorzi energia, oltre a far modo di intensificare la contrattazione con i fornitori per contenere gli inevitabili maggiori costi per il 2022, sta richiedendo al governo procedure di emergenza per tutelare le imprese, evitando di subire forti contraccolpi ed indebolire le radici stesse del libero mercato, un fenomeno che nel Regno Unito sta già creando effetti devastanti, si pensi ad esempio alla penuria di combustibili. (a.palmas)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes