La Nuova Sardegna

Virologi a confronto: "Così l’emergenza Covid ha fatto dimenticare l’Aids"

di Luigi Soriga
Virologi a confronto: "Così l’emergenza Covid ha fatto dimenticare l’Aids"

Congresso degli specialisti per due giorni a Alghero: «Pazienti comunque assistiti»

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SASSARI. Il Covid in questi due anni ha monopolizzato la ribalta sanitaria e ha relegato a semplice sottobosco la maggior parte delle altre patologie. Tra queste le infezioni sessualmente trasmissibili, l’Hiv, o le malattie tropicali di importazioni, o ancora le epatiti virali o le infezioni da batteri. I virologi, non hanno mai abbandonato questa fascia di pazienti, assistiti anche quando gli edifici e i reparti erano chiusi causa pandemia. Ora che l’assedio del Covid è meno oppressivo, è l’occasione per rimettere al centro dell’attenzione tutto il ventaglio di patologie rimaste nell’ombra. Il congresso che si svolge nel fine settimana all’Hotel Catalunya, organizzato dal Simit è un primo passo verso questo cambio di prospettiva. E anche l’occasione per suggerire un lavoro più sinergico tra gli infettivologi e i medici degli altri reparti nella gestione dei pazienti non solo Covid e post-Covid, ma di tutte quelle patologie legate ai virus.

L’apertura del congresso, prevista per le 14.45 di domani, sarà a cura del professor Sergio Babudieri, direttore della struttura complessa di Malattie infettive dell’Aou di Sassari. Spiega: «Il covid ha monopolizzato la scena. Ora bisogna ricominciare da capo, occorre riparlare anche di Hiv, con nuove campagne di sensibilizzazione, con educazione sanitaria tra i giovani e con screening capillari. L’Hiv infatti, sebbene la diffusione in questi anni sia drasticamente calata, circola ancora e lo fa in maniera più insidiosa rispetto al passato».

Purtroppo si è abbassata notevolmente la guardia, e questo è un punto a favore del virus: «Parliamo di una malattia che non è più legata a categorie specifiche. Questo avveniva in passato, quando l’Hiv sembrava un problema che riguardasse i tossicodipendenti e i rapporti omosessuali non protetti. Adesso la trasmissione avviene per la maggior parte dei casi attraverso i rapporti tra eterosessuali. E qui c’è un calo dell’attenzione, perché chi utilizzava le siringhe per iniettarsi l’eroina o i gay che avevano un rapporto non protetto, erano consapevoli dei rischi ai quali andavano in contro. Quindi monitoravano il loro stato di salute, si sottoponevano a test, non trascuravano dei possibili sintomi. Ora invece ci ritroviamo dei pazienti con l’Hiv già in stadio avanzato, con diagnosi tardiva, proprio perché le persone eterosessuali sottovalutano i possibili rischi di trasmissione. Si accorgono di essere positivi solo quando cominciano a stare male, ma questo può verificarsi anche dopo molti anni. In tutta questa parentesi temporale, però, chi è infetto può diventare a sua volta untore, in maniera del tutto inconsapevole». Per fortuna però in tutta Italia si contano circa 4000 casi, il trend è sempre in calo, e i dati del 2019 in Sardegna parlano di un’incidenza dello 0,5% su 100mila persone per quanto riguarda l’Aids, e dell’1,8% per l’Hiv. Dice l’infettivologo Giordano Madeddu: «Più del 95% dei pazienti sono virologicamente controllati, e la malattia è cronica. Chi segue la terapia, inoltre, non è più infettante».

E anche per quanto riguarda le cure i progressi sono notevoli: «La tendenza – spiega Madeddu – è quella di ridurre il carico farmacologico. Perciò da tre farmaci, come in passato, adesso si è passati a due. In più a partire dal 2022 ci sarà il via libera per le terapie long-acting ad inoculazione intramuscolare. In pratica dalla somministrazione orale giornaliera con le pastiglie, si passerà a una iniezione ogni due mesi. E per i pazienti sarà un enorme disagio in meno».

Il calendario di venerdì, prima giornata del congresso, è il seguente: 15-15.30: Il programma vaccinale anti-Sars-Cov2 ad oggi: efficacia e criticità maggiori. (Paolo Castiglia). 15.30-15.45: dati regionali Covid e valutazioni cliniche. (Goffredo Angioni). 15.45-16: attività protrombotica di Sars-Cov2 e ruolo dell’eparina nei tools terapeutici (Andrea De Vito). 16-16.15: il Covid negli anziani (Catello Panu Napodano). 16.15-16.30: disturbi del tono dell’umore nei pazienti Covid ospedalizzati (Chiara Fanelli). 17-17.30: cura funzionale dell’Epatite B: chimera o realtà? (Sergio Babudieri). 17.30-17.50: piani di eliminazione dell’Epatite C ed emersione del sommerso (Vito Fiore). 17.50-18.10: il linkage to care nei Servizi per le dipendenze (Serd): l’esperienza “on site” (Elija Princic). 18.10-18.30: coinfezioni Hiv/Hbv/Hcv e loro gestione clinica oggi (Ivana Maida). Segue tavola rotonda.
 

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