Boom vermentino: è il suo anno

Anticipazioni della ricerca per Vinitaly: per il bianco balzo in avanti del 25 per cento Il Lambrusco resta il vino più venduto ma è in calo. Crescono Barolo e Brunello

Dopo il boom del 2020 le vendite di vino nella distribuzione moderna stanno vivendo un momento di assestamento. Viaggiano sempre in territorio positivo, ma con un riequilibrio progressivo, conseguenza della condizione di relativa normalità che i vaccini hanno indotto: più libertà di consumare fuori casa, più presenze nelle sedi di lavoro e meno spesa per i consumi casalinghi. È quanto emerge dall’anticipazione della ricerca Iri per Vinitaly, che sarà presentata lunedì 18 ottobre a Vinitaly Special Edition, in programma a Verona dal 17 al 19.

Nei primi 9 mesi del 2021 le vendite del vino sono cresciute del 2 per cento a volume e del 9,7 a valore. Bene il Vermentino (che oltre in Sardegna ha una produzione minore anche in Liguria e Toscana) mette a segno un balzo del 25,7 per cento a volume, con 6 milioni e 606mila litri venduti, per un valore di 46 milioni di euro, con un prezzo medio a bottiglia di 6,97 euro.

Nella classifica dei vini top, cioè quelli più venduti in assoluto, vanno sottolineati i cali delle vendite a volume del Lambrusco (meno 6,7 per cento), della Barbera (meno 10,6) e della Bonarda (meno 4,9). Crescono i vini blasonati nella classifica dei vini best, cioè quelli con maggior tasso di crescita: in terza, quarta e quinta posizione il Barolo (più 42,8 per cento), il Brunello di Montalcino (più 41,5) e il Nebbiolo (più 33,7), che però nel 2020 erano stati penalizzati dai lockdown. Le prime posizioni del podio di questa particolare classifica, utile per individuare i trend, sono occupati dal Lugana (più 46,4 per cento) e dal Sagrantino di Montefalco (più 43,7). Complessivamente una conferma dell’ampia gamma di vini di qualità presente negli scaffali della distribuzione moderna, offerti a prezzi convenienti.

La ricerca IRI per Vinitaly dettaglia le dinamiche delle vendite: i vini a denominazione d’origine, nella classica bottiglia da 0,75 litri, continuano a performare molto bene, seguendo un trend che prosegue da anni: i vini Doc crescono del 4,8 per cento a volume e del 10,8 a valore; i vini Igp crescono del 3,6 a volume e del 8,1 a valore. Le bollicine vendono più del vino, registrando una crescita rilevante del 27,1. Male tutti gli altri formati: bottiglioni di vino comune, brik, bag in box. Le bottiglie a marca del distributore (Mdd) crescono del 3 per cento nel formato da 0,75 litri, ma calano del 2,9 per cento nel totale.

Per quanto riguarda i prezzi, prosegue la tendenza degli ultimi anni di una progressiva rivalutazione del valore del vino nella distribuzione moderna: 3,9 euro a bottiglia il prezzo medio complessivo del vino, 5,6 euro a bottiglia delle bollicine.

«La dinamica dei prezzi e delle promozioni assume una valenza importante in uno scenario di progressiva normalizzazione, come vedremo nella tavola rotonda di Vinitaly Special Edition – spiega Virgilio Romano, business insight director Iri –. Analizzeremo i trend per capire quali vantaggi e opportunità potrà cogliere la distribuzione moderna, anche nei rapporti con le cantine dedicate all’Horeca».

La ricerca completa dell’Iri sarà presentata lunedì 18 ottobre a Vinitaly Special Edition, dalle 10 alle 12, nella Sala Rossini e discussa dai rappresentanti di Conad, Coop, Md, Federvini e Unione Italiana Vini.

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