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Sulla manovra di bilancio riemergono le tensioni

Sulla manovra di bilancio riemergono le tensioni

Rinviata la scadenza per depositare gli emendamenti, seduta di martedì a rischio La maggioranza: motivi tecnici. Ma ci sono divisioni su sanità, agricoltura e sport

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CAGLIARI. La Manovra di bilancio è sempre più una telenovela dall’incerto finale. La scadenza per depositare gli emendamenti è stata rinviata a lunedì mattina e, a questo punto, anche l’annunciata seduta di martedì potrebbe a essere a rischio. Il motivo? Tutti i partiti, ma soprattutto quelli della maggioranza di centrodestra, si sono resi conto che la legge non poteva essere quella licenziata a scatola chiusa dalla commissione. La giustificazione, trapelata dopo un’infinità di incontri, è stata: «Motivi tecnici». In realtà sono politici. La maggioranza è alle prese con un centinaio di emendamenti e tutti spaziano dall’inizio alla fine del vecchio testo. Anche, in questo fine settimana, l’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, e i capigruppo del centrodestra proveranno a rimettere assieme, a ricostruire i 34 articoli. Non sarà facile. Esistono ancora molte divisioni su temi come la sanità e il lavoro, l’agricoltura e gli interventi a favore dello sport. C’è anche un altro scoglio: capire meglio quanti dei 300 milioni, a tanto ammonta la Manovra, dovranno essere rimodulati e spostati in altre caselle di spesa. Perché, rinvio dopo rinvio, è sempre più forte il rischio che buona parte dello stanziamento possa finire in qualche limbo contabile molto prima di dicembre. Vorrebbe dire: far slittare diversi capitoli all’anno prossimo.

Sospetti. Le opposizioni di centrosinistra e i Cinque stelle hanno denunciato di nuovo la confusione che regna nel centrodestra. Però si sono detti pronti a dare il loro contributo per setacciare quello che è urgente, «siamo pronti a votarlo subito, e mettere da parte tutto il resto. Però le opposizioni sono anche in preallarme: è trapelata l’indiscrezione che in qualche modo possa essere ripescata anche la riforma degli enti controllati dalla Regione, con il ritorno dei consigli d’amministrazione al posto degli amministratori unici. La replica a quest’ipotesi è stata una sola: «Sarebbe uno schiaffo in faccia a chi aspetta da mesi contributi e indennizzi per gli incendi o destinati a salvare le aziende travolte dal Covid». Cioè: sarebbe inaccettabile «qualsiasi altra norma intrusa, perché questa legge è già di per sé un carrozzone».

L’allarme. A scendere in campo è stata anche la Cgil, con il segretario regionale Samuele Piddiu: «È sempre più scandaloso il ritardo accumulato dalla Manovra di bilancio. Dov’è finito l’impegno –si chiede – di approvare la legge in tempi brevi? Proprio all’ultimo hanno deciso di correggerla e questo è un segnale di scarsa coesione all’interno della maggioranza che governa la Regione». Perché se anche il centrodestra si dice pronto a presentare oltre cento emendamenti – secondo Piddiu – «è evidente che il voto finale arriverà chissà quando, aumentando il pericolo di un rinvio della spesa all’anno prossimo, con un effetto devastante e metterebbe a rischio la tenuta socioeconomica della Sardegna». (ua)

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