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Ita: «Facciamo volare persone qualcun altro polli in batteria»

Ita: «Facciamo volare persone qualcun altro polli in batteria»

L’attacco ai concorrenti nel giorno della presentazione della nuova compagnia Il presidente e l’Ad della compagnia concordi: «Saremo riammessi al bando»

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ROMA. Il boccone amaro della continuità territoriale, persa malamente, non l’ha mandato giù neanche nel giorno del suo volo inaugurale: Milano-Bari. Ita Airways darà battaglia fino all’ultimo ed è sicura che presto il Tribunale amministrativo regionale della Sardegna le darà ragione: «Saremo riammessi in gara e, a quel punto, cambieranno molte cose», hanno detto i portavoce della compagnia, poco dopo il brindisi

Il decollo. Seppure sia uscita dall’hangar fra mille polemiche sindacali e politiche, Ita avrebbe voluto volare anche da e per la Sardegna, col suo primo «Born 2021», cioè «nata quest’anno», seppure sulle fiancate dell’Airbus svetta ancora la gloriosa livrea di Alitalia, dopo aver acquistato il brand all’asta. Invece è uscita sconfitta dalla sfida con Volotea, che s’è aggiudicata a suon di super ribassi, tutte le rotte da e per Alghero, Cagliari e Olbia fino al 14 maggio dell’anno prossimo.

Alla riscossa. Sconfitta si, ma non certo abbattuta, la nuova flotta tricolore. Tant’è che fra una foto ricordo e l’altra il presidente di Ita, Alfredo Altavilla, e l’amministratore delegato, Fabio Lazzerini, hanno parlato anche del caso Sardegna.

«Abbiamo presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale perché, al di là di chi ha vinto, non riteniamo che ci fossero validi motivi per essere esclusi dalla gara», ha detto Lazzerini.

Il presidente Altavilla ha aggiunto: «Siamo stati messi alla porta dopo aver vinto. Eravamo rimasti gli unici concorrenti, dopo l’esclusione dell’altra compagnia. Siamo stati esclusi solo per un motivo formale che per noi continua a essere totalmente insussistente».

Poi di nuovo Lazzerini: «Non è vero che non avevamo e non abbiamo i requisiti per garantire la continuità territoriale. Pensiamo, invece, di averli proprio tutti, i requisiti. Speriamo soprattutto che il nostro ricorso sia trattato velocemente e molto prima che i sardi debbano volare troppo con un’altra compagnia».

I vertici di Ita, invece, non hanno fatto alcun accenno alla possibilità, annunciata l’altro giorno in un comunicato, di querelare l’assessore ai trasporti, Giorgio Todde, per questa sua frase in Consiglio regionale durante il dibattito sulla continuità territoriale: «Quando ha partecipato alla gara, Ita non aveva ancora il contratto per gli aerei di Alitalia e quindi era senza i requisiti tecnici necessari. Di conseguenza, dobbiamo ritenerci persino fortunati per il fatto che Volotea (la vincitrice) abbia partecipato al bando». La replica di Ita era stata immediata: «Quereleremo chi ha leso l’immagine e la professionalità della nostra compagnia».

Scatenati. Nella giornata inaugurale, Altavilla e Lazzerini sono andati anche oltre. Hanno puntato il dito contro la politica, l’Europa, alcune low cost e, invece, aperto uno spiraglio nella trattativa con i sindacati: «Tranquilli, l’accordo lo troveremo», anche se nelle stesse ore piloti, hostess e steward protestavano a Fiumicino. Altavilla ha criticato la politica per le «troppe ingerenze, ma siamo stati capaci di respingerle», scatenando la reazione decisa di tutti i partiti.

Poi l’amministratore delegato di Ita airways ha preso di punta Ryanair e Wizz, due low cost: «Apparteniamo a business diversi. Noi facciamo volare le persone, qualcun altro i polli in batteria. Sono proprio curioso di vedere i bilanci quando altri non potranno più contare sui sussidi».

Lazzerini, dal canto suo, ha sottolineato le sportellate ricevute dall’Europa: «Sono state tante e quella sugli slot, in particolare, ci ha danneggiato parecchio. Io sono un montanaro e so che quando sei in montagna inizi dal fondovalle e sai che i primi passi sono i più difficili. Ogni volta che arrivavamo a un bivio, con le famose sportellate, Bruxelles ci faceva prendere sempre il sentiero più difficile. È stata un po’ più lunga, ma finalmente siamo qui».



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