La solitudine dei camici bianchi: «Lascio Oliena nel silenzio dell’Ats»

Valentina Barracca conferma la chiusura del suo ambulatorio. La comunità perde un punto di riferimento, inutili le proteste degli assistiti

NUORO. Ha buttato un sasso nello stagno. Senza proclami e senza enfasi, la dottoressa Valentina Barracca, di Nuoro, si è dimessa dall’incarico di medicina generale a Oliena dopo due anni tiratissimi per via dei ritmi insostenibili, impossibilità a usufruire di ferie o riposi, e totale mancanza di comunicazione con l’Assl. Reazioni al suo o gesto?

«Nessuna. O meglio, nessuna dai vertici dell’Assl, di Ats, dalla Medicina convenzionata alla quale i medici di base fanno capo». Come se nulla fosse, come se la resa non fosse un ulteriore tassello di una sanità che perde pezzi – e non li rimpiazza – anche nella medicina territoriale. Nella connessione uomo-macchina sanitaria, quest’ultima mostra un encefalogramma piatto. Arrivederci e senza neanche tanti saluti. Così, l’ineluttabile.

«Mi ha subito contattato il sindaco di Oliena (Bastiano Congiu ndr), al quale ho fatto sapere che a far data dal 31 ottobre avrei lasciato l’incarico. So che arriverà un medico con un incarico a tempo determinato che però copre una vacanza che risale al 2018. E certamente, mi hanno chiamato i miei colleghi – dice ancora Barracca –. Da loro ho ricevuto solidarietà, conoscono benissimo la situazione in cui mi trovo perché in tanti la condividono nell’esperienza lavorativa di ogni giorno». Due anni a Oliena, 1000 pazienti da seguire a ritmo ininterrotto: «In tutto questo periodo, nove giorni di ferie e stop».

In questi giorni il carico di lavoro si è ulteriormente aggravato, visto che il medico di base ha l’onere anche di certificazioni di vario tipo per pratiche importanti. E i pazienti non sanno che ne sarà di loro dal primo novembre in avanti. Devono quindi fare tesoro delle ultime due settimane di lavoro a Oliena del loro medico.

Ora che va via, il paese ripiomba in una situazione difficile. Si calcola che siano circa quattromila i pazienti senza medico di base. Accade in molti altri comuni. «Lo so bene, mi hanno contattata. Il punto è che siamo stati lasciati soli, senza interlocuzioni con la Assl. Ci arrivano per mail le indicazioni su questa o quella disposizione, ma non c’è un vero scambio, un confronto. E purtroppo è difficile averlo anche con i colleghi sul territorio, forse proprio per via del superlavoro. E la solitudine professionale pesa indiscutibilmente».

Cosa farà dopo che lascerà quella che (fino al 1978) era la condotta ? «Riprenderò le attività di prima, intanto i corsi di primo soccorso, e poi riaprirò l’ambulatorio di medicina naturale che avevo chiuso a Nuoro quando ho ottenuto l’assegnazione a Oliena. Ero consapevole dell’impegno, per questa ragione avevo trasferito il mio ambulatorio a Oliena». Probabilmente non immaginava che la situazione sarebbe degenerata in questo modo, fino alla decisione di lasciare l’incarico.

Il sasso nello stagno lanciato da Valentina Barracca ha fatto emergere un disagio comune a molti medici di base. Un potente dissuasore per i (pochi) professionisti sulla piazza. I tempi per colmare le voragini aperte dal sistema sembrano lunghissimi. Lo stesso sistema che quel sasso lo ha ignorato.

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