Sanità, il bilancio chiuderà in pareggio
Le previsioni per l’anno in corso. Com’è suddiviso il contributo della Regione
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CAGLIARI. La grande azienda della sanità dovrebbe chiudere il bilancio in pareggio alla fine di dicembre. Anzi, una delle ultime previsioni fa sapere che i ricavi sarebbero addirittura superiori ai costi, ma l’utile presunto, stimato intorno agli 88 milioni, finirà per essere azzerato dalle tasse, Irap e Ires soprattutto. È tutto scritto nel bilancio consolidato di un sistema complesso che va dall’Ats al Brotzu, dalle Aziende universitarie di Cagliari e Sassari fino all’Areus, che gestisce le emergenze-urgenze e l’elisoccorso.
Il dettaglio. Stando alla delibera approvata di recente dalla giunta Solinas, che si fa ai singoli bilanci di previsione delle singole aziende il valore della produzione, cioè i ricavi, dovrebbe superare il tetto dei 4 miliardi e 134 milioni. È ovvio: il “pezzo forte” delle entrate sono i 3 miliardi e 480 del contributo regionale, oltre l’84 per cento dei ricavi. La differenza è racchiusa nell’attività che, in dodici mesi, le cinque Aziende hanno messo e metteranno assieme con le prestazioni ospedaliere ,negli ambulatori, i ticket e le altre attività sociosanitarie. Dall’altra parte della tabella ci sono i costi, che dovrebbero essere appena sopra l’asticella di 4 miliardi. Fra le uscite a spiccare più di qualsiasi altra voce è il personale: oltre 1,2 miliardi fra medici, infermieri, amministrativi e tecnici, nell’ordine. Subito dopo c’è la spesa per i servizi sanitari in generale: un miliardo e mezzo. Mentre fra acquisto beni, canoni e manutenzioni il costo sfiora i 700 milioni.
La graduatoria. Fra le cinque Aziende inserite nel bilancio consolidato e di previsione, in testa c’è l’Ats e lo sarà fino a quando (dopo dicembre?) non ritorneranno le otto Asl territoriali. Solo di contributo dalla Regione, l’attuale azienda unica, destinata a trasformarsi in Ares, finirà per incassare 2,9 miliardi, oltre l’88 per cento del cosiddetto fondo sanitario indistinto, più le risorse finanziarie necessarie per garantire i livelli minimidi assistenza. Al secondo posto il Brotzu di Cagliari, promosso dalla riforma del centrodestra in Azienda ad alta specializzazione: 128 milioni. Al terzo, sempre per quanto riguarda il contributo della Regione, l’Aou di Sassari (117 milioni). Al quarto e al quinto, l’Areus (59,5 milioni) e l’Azienda universitaria di Cagliari (49,5).
Tirate le somme. Stando al bilancio di previsione, l’anno in corso dovrebbe chiudersi con un utile di 88 milioni prima delle tasse. Per poi chiudere a zero, in pareggio, al netto dell’Irap e dell’Ires.
Il dettaglio. Stando alla delibera approvata di recente dalla giunta Solinas, che si fa ai singoli bilanci di previsione delle singole aziende il valore della produzione, cioè i ricavi, dovrebbe superare il tetto dei 4 miliardi e 134 milioni. È ovvio: il “pezzo forte” delle entrate sono i 3 miliardi e 480 del contributo regionale, oltre l’84 per cento dei ricavi. La differenza è racchiusa nell’attività che, in dodici mesi, le cinque Aziende hanno messo e metteranno assieme con le prestazioni ospedaliere ,negli ambulatori, i ticket e le altre attività sociosanitarie. Dall’altra parte della tabella ci sono i costi, che dovrebbero essere appena sopra l’asticella di 4 miliardi. Fra le uscite a spiccare più di qualsiasi altra voce è il personale: oltre 1,2 miliardi fra medici, infermieri, amministrativi e tecnici, nell’ordine. Subito dopo c’è la spesa per i servizi sanitari in generale: un miliardo e mezzo. Mentre fra acquisto beni, canoni e manutenzioni il costo sfiora i 700 milioni.
La graduatoria. Fra le cinque Aziende inserite nel bilancio consolidato e di previsione, in testa c’è l’Ats e lo sarà fino a quando (dopo dicembre?) non ritorneranno le otto Asl territoriali. Solo di contributo dalla Regione, l’attuale azienda unica, destinata a trasformarsi in Ares, finirà per incassare 2,9 miliardi, oltre l’88 per cento del cosiddetto fondo sanitario indistinto, più le risorse finanziarie necessarie per garantire i livelli minimidi assistenza. Al secondo posto il Brotzu di Cagliari, promosso dalla riforma del centrodestra in Azienda ad alta specializzazione: 128 milioni. Al terzo, sempre per quanto riguarda il contributo della Regione, l’Aou di Sassari (117 milioni). Al quarto e al quinto, l’Areus (59,5 milioni) e l’Azienda universitaria di Cagliari (49,5).
Tirate le somme. Stando al bilancio di previsione, l’anno in corso dovrebbe chiudersi con un utile di 88 milioni prima delle tasse. Per poi chiudere a zero, in pareggio, al netto dell’Irap e dell’Ires.
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