Addio ad Angelo Licheri tentò di salvare Alfredino
di Claudio Zoccheddu
Era il volontario coraggioso che si calò nel pozzo che aveva inghiottito il bimbo
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SASSARI. Angelo Licheri non ce l’ha fatta. L’eroe di Vermicino, l’uomo che riuscì a incrociare per ultimo lo sguardo terrorizzato di Alfredino Rampi in fondo al pozzo che nel giugno del 1981 era diventato l’ombelico del mondo, è morto ieri a Nettuno, dove viveva da tempo in una casa di riposo. Angelo aveva 77 anni e non se la passava bene a causa di una forma acuta di diabete che gli era costata una gamba, aveva problemi di vista e di udito. Per tutta Italia era l’Angelo di Vermicino, l’uomo che mise a repentaglio la propria vita per provare a salvare quella di Alfredino. Un eroe. Per tutti, ma non per lui. Lo aveva ripetuto spesso: «Eroe? No, non lo sono. Ho rifiutato 27 medaglie d’oro e tanti premi perché ho fallito, come potevo accettare?». Eppure qualcosa in più se la sarebbe aspettata. Lo aveva ribadito anche in una delle sue ultime interviste, concessa alla Nuova Sardegna proprio il giorno del quarantesimo anniversario della tragedia che gli segnò la vita: «Non navigo nell’oro – aveva detto appena quattro mesi fa –. Insieme ad un amico avvocato avevamo provato ad accedere ai vitalizi istituiti dalla legge Bacchelli (un fondo a favore di cittadini illustri in stato di particolare necessità, ndr) senza mai riuscirci. La legge dice chiaramente che la pensione può essere assegnata solo alla categorie indicate, in cui io a quanto pare non figuro». E così è stato. L’Angelo di Vermicino non ha mi ottenuto un centesimo ed ha anche passato la vita a rispondere alle telefonate concentrate sul 12 giugno, il giorno della tragedia: «Mi piacerebbe se la gente si ricordasse di me anche a Pasqua o a Natale, non solo in questo periodo», aveva detto Licheri. Non ha fatto in tempo a vedere almeno uno dei suoi sogni diventare realtà e si è spento ieri, nella “casa” di Nettuno, a 50 chilometri da Vermicino e quarant’anni esatti di distanza da Alfredino, il bambino che aveva raggiunto a 60 meri di profondità e a cui aveva promesso che se lo avesse salvato lo avrebbe portato in Sardegna.
Il cordoglio nell’isola. Angelo Licheri era molto conosciuto. Difficile dimenticare il suo coraggio, quello del “piccolo uomo” che aveva sfidato anche la scienza pur di provare a raggiungere Alfredino. Prima di calarsi nel pozzo a testa in giù il medici gli avevano imposto di non superare i 20 minuti, perché avrebbe rischiato danni permanenti. Angelo rimase 45 minuti a testa in giù, usando anche il suo corpo come ariete per farsi strada nel fango. Non funzionò, ma ci mise anima e cuore. E ieri è arrivato il momento di rendergli onore: «Un uomo umile e generoso, l'eroe della porta accanto, nel quale si incarnò la speranza di tutta l'Italia di rivedere sano e salvo Alfredino Rampi – ha detto presidente della Regione, Christian Solinas unendosi al cordoglio generato dalla scomparsa del piccolo ma grande uomo di Gavoi – Il suo esempio di altruismo e di eroica generosità ci rende orgogliosi come sardi e resterà vivo nei nostri cuori, così come il ricordo della piccola vittima della tragedia. Sono certo che Alfredino lo abbia accolto in cielo – ha aggiunto Solinas – con quell'abbraccio che purtroppo, quel giorno, non fu possibile».
Il cordoglio nell’isola. Angelo Licheri era molto conosciuto. Difficile dimenticare il suo coraggio, quello del “piccolo uomo” che aveva sfidato anche la scienza pur di provare a raggiungere Alfredino. Prima di calarsi nel pozzo a testa in giù il medici gli avevano imposto di non superare i 20 minuti, perché avrebbe rischiato danni permanenti. Angelo rimase 45 minuti a testa in giù, usando anche il suo corpo come ariete per farsi strada nel fango. Non funzionò, ma ci mise anima e cuore. E ieri è arrivato il momento di rendergli onore: «Un uomo umile e generoso, l'eroe della porta accanto, nel quale si incarnò la speranza di tutta l'Italia di rivedere sano e salvo Alfredino Rampi – ha detto presidente della Regione, Christian Solinas unendosi al cordoglio generato dalla scomparsa del piccolo ma grande uomo di Gavoi – Il suo esempio di altruismo e di eroica generosità ci rende orgogliosi come sardi e resterà vivo nei nostri cuori, così come il ricordo della piccola vittima della tragedia. Sono certo che Alfredino lo abbia accolto in cielo – ha aggiunto Solinas – con quell'abbraccio che purtroppo, quel giorno, non fu possibile».
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