la quota per ogni studente
Finanziamenti alle università Sassari al 14º posto, Cagliari al 31º
SASSARI. Il Fondo di finanziamento ordinario delle università come ogni autunno ha distribuito le risorse ai 61 atenei statali (quest’anno sono 8,3 miliardi, oltre 500 milioni in più del 2020) e le...
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SASSARI. Il Fondo di finanziamento ordinario delle università come ogni autunno ha distribuito le risorse ai 61 atenei statali (quest’anno sono 8,3 miliardi, oltre 500 milioni in più del 2020) e le due realtà sarde, seppure in calo, non si piazzano male nella graduatoria della quota spettante per studente: Sassari è quattordicesima con 5.230 euro (-3,09 per cento rispetto all’ultimo anno Covid, il 2019), più giù troviamo il trentunesimo posto di Cagliari con 4.666 euro pro capite (-0,72 per cento). Entrambe sono sopra la media nazionale di 4.589 euro.
La classifica è stata pubblicata dal Sole24ore sulla base di un’elaborazione del dipartimento di scienze economiche dell’università di Bergamo (che risulta ultima con 3.001 euro, staccatissima dalla prima, Perugia Stranieri (12.337 euro). Un divario che comunque si è ridotto sia per via delle dinamiche innescate dalla pandemia riguardo alla distribuzione geografica degli studenti, sia a causa dell’incremento del peso dei costi standard (da 26 per cento a 28 per cento) nel calcolo per l’assegnazione. Nel 2022 il Pnrr (con i suoi 6 miliardi destinati alla ricerca universitaria che si aggiungono alla dotazione del Fondo ordinario e che avranno criteri diversi da quest’ultimo) ma anche la nuova Valutazione della qualità della ricerca potrebbe ulteriormente cambiare i parametri, con effetti tutti da scoprire.
Degli 8,3 miliardi dispensati, 4,2 (pari a circa il 50 per cento del totale) riguardano i cosiddetti “interventi quota base”, in proporzione al “peso” di ogni università; 2,2 miliardi (circa il 30 per cento) sono relativi per il 60 per cento ad assegnazioni per finalità premiali con riferimento ai risultati conseguiti nella Valutazione della qualità della ricerca, alla Valutazione delle politiche di reclutamento e agli indicatori di risultato per il triennio 2021-2023.
La classifica è stata pubblicata dal Sole24ore sulla base di un’elaborazione del dipartimento di scienze economiche dell’università di Bergamo (che risulta ultima con 3.001 euro, staccatissima dalla prima, Perugia Stranieri (12.337 euro). Un divario che comunque si è ridotto sia per via delle dinamiche innescate dalla pandemia riguardo alla distribuzione geografica degli studenti, sia a causa dell’incremento del peso dei costi standard (da 26 per cento a 28 per cento) nel calcolo per l’assegnazione. Nel 2022 il Pnrr (con i suoi 6 miliardi destinati alla ricerca universitaria che si aggiungono alla dotazione del Fondo ordinario e che avranno criteri diversi da quest’ultimo) ma anche la nuova Valutazione della qualità della ricerca potrebbe ulteriormente cambiare i parametri, con effetti tutti da scoprire.
Degli 8,3 miliardi dispensati, 4,2 (pari a circa il 50 per cento del totale) riguardano i cosiddetti “interventi quota base”, in proporzione al “peso” di ogni università; 2,2 miliardi (circa il 30 per cento) sono relativi per il 60 per cento ad assegnazioni per finalità premiali con riferimento ai risultati conseguiti nella Valutazione della qualità della ricerca, alla Valutazione delle politiche di reclutamento e agli indicatori di risultato per il triennio 2021-2023.
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