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Via libera al segretario C’è il decreto per Scano

Via libera al segretario C’è il decreto per Scano

L’organo di autogoverno dei giudici amministrativi ha deciso la messa fuori ruolo Oggi in Consiglio la Manovra da 300 milioni. Gli emendamenti sono oltre 500

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CAGLIARI. La telenovela del segretario generale della Regione dovrebbe essere arrivata all’ultima puntata. Nominato a luglio dal governatore Christian Solinas, pochi giorni fa il giudice del Tar Francesco Scano, 69 anni, avrebbe ottenuto il via libera dal Consiglio di presidenza, l’organo di autogoverno della magistratura amministrativa. Non si sa ancora se Scano sia stato messo fuori ruolo, come lui stesso aveva chiesto alla fine dell’estate, oppure dovrà andare in pensione con qualche mese d’anticipo rispetto alla scadenza naturale del 31 dicembre, già fissata, nel caso in cui voglia prendere subito possesso dell’incarico ai vertici della burocrazia regionale.

La decisione. Fra le due ipotesi la differenza non è di poco conto. Nel primo caso, vorrebbe dire che il Consiglio di presidenza, seppure dopo una lunga istruttoria, avrebbe ritenuto fattibile l’uscita, o meglio il distacco, di Scano dall’organico della magistratura. Nel secondo, invece, avrebbe adottato una soluzione di compromesso fra la domanda di messa fuori ruolo e l’andata in pensione dello stesso magistrato. In buona sostanza, stando a questa seconda ipotesi, se Scano vuole svolgere le funzioni di segretario generale in tempi rapidi, dovrà lasciare la toga due mesi e mezzo prima. Perché, va ricordato, che a fine luglio il Consiglio di presidenza aveva accolto – testuale dal verbale – «la domanda per il collocamento a riposo del giudice Francesco Scano a decorrere dal prossimo primo gennaio».

Il decreto. L’ufficialità della nomina dovrebbe arrivare fra oggi e domani. È attesa, proprio in queste 48 ore, la firma del governatore Solinas sul decreto con cui di fatto la Regione metterà sotto contratto l’ormai ex magistrato del Tar. Con la presa in possesso dell’incarico, dovrebbe rimettersi in moto la macchina burocratica. Mentre finora proprio la mancata presenza del segretario ha bloccato diverse altre nomine di vertice. Ad esempio quelle dei tre direttori di dipartimento, che a loro volta dovranno coordinare i manager amministrativi, e dei direttori generali degli assessorati, oggi sono diversi i posti vacanti o coperti con incarichi a tempo.

La Manovra in Consiglio. Stasera dovrebbe cominciare il confronto in aula sui 34 articoli dell’assestamento di bilancio da 300 milioni. Dovrebbe, perché in mattinata la commissione prenderà in carico tutti gli emendamenti presentati e solo quando finirà di valutarli (ci vorranno diverse ore) potrà cominciare il dibattito sulla proposta di legge. Alla fine la maggioranza di centrodestra avrebbe trovato l’accordo su un centinaio di correzioni dell’ultim’ora. Il che significa: il testo iniziale, seppure fosse firmato a suo tempo dai capigruppo della coalizione, sarebbe stato rivoltato da cima a fondo. Gran parte degli aggiustamenti in corsa riguarderebbero gli indennizzi per l’incendio di quest’estate nell’Oristanese ma anche i contributi a favore delle imprese travolte dalla crisi economica scatenata dalla pandemia. Poi la sanità, con l’ennesimo ritocco della riforma ormai approvata oltre un anno fa, e il personale delle agenzie Forestas, Arpas e Aspal. All’ultimo momento sarebbero stati corretti anche diverse tabelle, per evitare il blocco di alcuni finanziamenti straordinari fino all’anno prossimo. Anche le opposizioni di centrosinistra e i Cinque stelle hanno presentato i loro emendamenti. Quanti? Sarebbero trecento o forse quattrocento. In totale dovrebbero essere cinquecento e ci vorrà più di una settimana per approvare la legge. (ua)

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