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A Nuoro un laboratorio nella casa di un 31enne

A Nuoro un laboratorio nella casa di un 31enne

Il giovane è stato denunciato: aveva in camera 400 chili di foglie e infiorescenze riposte in cassette

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NUORO. Aveva trasformato una stanza della propria abitazione, in pieno centro a Nuoro, in un laboratorio con tanto di macchinari utilizzati per il taglio e la lavorazione della marijuana. Un 31enne nuorese, incensurato, è stato denunciato dai finanzieri del Comando provinciale barbaricino, coordinati dal colonnello Alessandro Ferri, per detenzione illegale di stupefacenti ai fini di spaccio. Gli agenti della Guardia di finanza hanno effettuato un maxi sequestro di oltre 400 chilogrammi di canapa nel cuore della città. Insospettiti dalla presenza di un furgone, dal quale venivano scaricate cassette di plastica emananti forti esalazioni di marijuana, i finanzieri sono intervenuti all’interno dell’abitazione e lì hanno trovato un vero e proprio deposito dove veniva stoccata la canapa. L’intervento degli agenti è poi proseguito con l’individuazione della località dalla quale la sostanza proveniva, che ha consentito l’ulteriore sequestro di un’intera piantagione nelle campagne di Posada: oltre 2300 piante di canapa, delle quali non sarebbe stato esibito il cartellino attestante la provenienza certificata delle sementi. All’imprenditore agricolo, è stato contestato di non aver osservato le norme che riguardano la tracciabilità e la corretta identificazione della marijuana coltivata. Il 31enne che nel suo terreno coltivava e produceva canapa sativa, la cosiddetta cannabis “light”, con scarso contenuto di principio attivo, aveva però separato le infiorescenze, impiegando le piante per finalità diverse da quelle previste dalla legge. Secondo le risultanze dei finanzieri, infatti, la marijuana frutto del raccolto, non era stata impiegata per finalità agroindustriali ma per altre. Per questo motivo l’imprenditore agricolo è stato denunciato all’autorità giudiziaria, per coltivazione finalizzata alla successiva cessione di sostanze stupefacenti. Titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Ireno Satta.

«L’aumento esponenziale delle coltivazioni di cannabis light – ha sottolineato il colonnello Alessandro Ferri – che ha coinvolto in particolare la Sardegna, dove secondo uno studio del Centro studi agricoli di Sassari, gli ettari di terreno destinati alla canapa sono triplicati negli ultimi due anni, ha indotto le Fiamme gialle a intensificare i controlli, al fine di scongiurare la possibilità che una parte del raccolto proveniente da piantagioni legali, venga destinato al mercato nero delle sostanze stupefacenti, al di fuori, pertanto, delle ipotesi previste dalla legge 242 del 2016 (che disciplina il settore della coltivazione della canapa legale, per la produzione di alimenti e cosmetici, di semilavorati per forniture alle industrie, di concime, di materiale per la bioingegneria e la bioedilizia ndr). L’orientamento della giurisprudenza è cambiato dopo il pronunciamento della sentenza del 2019 delle Sezioni riunite della Cassazione – ha aggiunto il comandante della Guardia di finanza di Nuoro – che precisa che la coltivazione di cannabis “light” è consentita per le aziende autorizzate (il coltivatore deve dimostrare di aver impiantato sementi in regola), ma che è vietata l’estrazione e la commercializzazione dei derivati che abbiano funzione psicotropa o stupefacente. La commercializzazione di foglie e inflorescenze derivanti dalla canapa sativa, indica condotte che integrano il reato di cui all’articolo 73 del Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti». (k.s.)

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