Il sindaco di Nuoro contro la Regione: «Basta promesse»
di Giusy Ferreli
Proteste dopo la chiusura della chirurgia al San Francesco Soddu: «È la certificazione di un programma fallimentare»
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NUORO. «La paralisi dei reparti di chirurgia e ortopedia del San Francesco è la dimostrazione che la Regione resta sorda alle grida d’allarme lanciate in più occasioni dal nostro territorio per un sistema sanitario al collasso. Oggi ci troviamo di fronte alla certificazione di una programmazione fallimentare». Con queste parole il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, punta l’indice contro i vertici regionali, colpevoli a suo giudizio di non aver fatto nulla per evitare lo smantellamento dell’ospedale nuorese.
Il suo è un durissimo “j’accuse” che ripercorre le tappe della mobilitazione di un territorio il quale, giorno dopo giorno, vede il diritto alla salute messo a repentaglio dalla chiusura dei servizi ospedalieri, come nel caso della chirurgia chiusa per mancanza di specialisti, e di quelli territoriali. «Abbiamo riunito conferenze socio-sanitarie, convocato incontri tra i sindaci e i vertici di Regione e Ats, partecipato a manifestazioni con i cittadini fin dentro il palazzo regionale – prosegue Soddu che dichiara di aver ricevuto promesse, rassicurazioni e impegni solenni ma non gli interventi concreti che sarebbero serviti per strappare il San Francesco allo smantellamento in atto. «Abbiamo ottenuto solo qualche intervento tampone che sapevamo non avrebbe risolto la situazione, ma, al contrario, l’avrebbe incancrenita. Ancora una volta – incalza il primo cittadino – ci ritroviamo a sollecitare la Regione affinché intervenga senza perdere un minuto di più». Non vuole visite a sorpresa negli ospedali, il sindaco Soddu che, riferendosi al recente blitz dell’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, arrivato nel presidio del capoluogo barbaricino giovedì scorso, sottolinea come queste iniziative “non servono ad altro se non verificare con i propri occhi una situazione disastrosa che dovrebbe essere già nota”. Soddu invoca, invece, “una seria programmazione che faccia uscire la sanità nuorese da uno stato di emergenza cronica e che non riesce più a garantire il diritto alle cure”. La conclusione del sindaco di Nuoro, tuttavia, è orientata verso lo spirito di collaborazione, in nome del diritto alle cure dei cittadini nuoresi e della provincia: «Confermo la disponibilità ad adottare tutti i provvedimenti che sono nel potere dell’amministrazione per arrivare a una soluzione e così credo possano fare anche tutti i sindaci del territorio. Chiediamo alla Regione che faccia altrettanto – dice il sindaco di Nuoro –, mantenendo gli impegni presi di fronte ai cittadini. Nonostante finora si siano rivelati tempo perso, siamo pronti a partecipare ad altri incontri che si intendano organizzare sul tema, ma con proposte e soluzioni messe nero su bianco. Senza condizionali, né verbi al futuro, solo con azioni concrete e immediate». D’altra parte, il tempo è ormai scaduto.
Il suo è un durissimo “j’accuse” che ripercorre le tappe della mobilitazione di un territorio il quale, giorno dopo giorno, vede il diritto alla salute messo a repentaglio dalla chiusura dei servizi ospedalieri, come nel caso della chirurgia chiusa per mancanza di specialisti, e di quelli territoriali. «Abbiamo riunito conferenze socio-sanitarie, convocato incontri tra i sindaci e i vertici di Regione e Ats, partecipato a manifestazioni con i cittadini fin dentro il palazzo regionale – prosegue Soddu che dichiara di aver ricevuto promesse, rassicurazioni e impegni solenni ma non gli interventi concreti che sarebbero serviti per strappare il San Francesco allo smantellamento in atto. «Abbiamo ottenuto solo qualche intervento tampone che sapevamo non avrebbe risolto la situazione, ma, al contrario, l’avrebbe incancrenita. Ancora una volta – incalza il primo cittadino – ci ritroviamo a sollecitare la Regione affinché intervenga senza perdere un minuto di più». Non vuole visite a sorpresa negli ospedali, il sindaco Soddu che, riferendosi al recente blitz dell’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, arrivato nel presidio del capoluogo barbaricino giovedì scorso, sottolinea come queste iniziative “non servono ad altro se non verificare con i propri occhi una situazione disastrosa che dovrebbe essere già nota”. Soddu invoca, invece, “una seria programmazione che faccia uscire la sanità nuorese da uno stato di emergenza cronica e che non riesce più a garantire il diritto alle cure”. La conclusione del sindaco di Nuoro, tuttavia, è orientata verso lo spirito di collaborazione, in nome del diritto alle cure dei cittadini nuoresi e della provincia: «Confermo la disponibilità ad adottare tutti i provvedimenti che sono nel potere dell’amministrazione per arrivare a una soluzione e così credo possano fare anche tutti i sindaci del territorio. Chiediamo alla Regione che faccia altrettanto – dice il sindaco di Nuoro –, mantenendo gli impegni presi di fronte ai cittadini. Nonostante finora si siano rivelati tempo perso, siamo pronti a partecipare ad altri incontri che si intendano organizzare sul tema, ma con proposte e soluzioni messe nero su bianco. Senza condizionali, né verbi al futuro, solo con azioni concrete e immediate». D’altra parte, il tempo è ormai scaduto.
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